Parola d'ordine: equilibrio. Niente drammi dopo soli 90 minuti, ma ci sono troppe cose che non tornano. Paratici e le parole su Kean che hanno il sapore di autogol: tre errori clamorosi. Tutto in 48 ore. Grosso ha sbagliato, ma c'è tempo
Il poker di Roma ha fatto male, tanto, ma la parola d'ordine deve essere solo una: equilibrio. Niente drammi, perdere all'Olimpico contro i giallorossi di Gasperini ci può stare. Magari non così, certo, ma la Fiorentina è una squadra nuova, farcita di giovani, e ci sarà tutto il tempo del mondo per riprendere il cammino. Ma oltre al campo c'è il mercato e adesso che siamo entrati ufficialmente nell'ultima settimana di calciomercato estivo è arrivato il momento di tirare le fila e la sensazione è che ancora, nonostante due mesi che hanno visto la dirigenza viola come grande protagonista in positivo, è che siamo arrivato al dunque con molte cose che non tornano. Andiamo con ordine e cerchiamo di fare un po' di chiarezza.
L'autogol di Paratici nel pregara della sfida contro la Roma
Il nome al centro di tutto è quello di Moise Kean, inevitabilmente, ed è giusto tornare indietro di qualche ora, a poco prima del fischio d'inizio della prtita dell'Olimpico di lunedì sera. Fabio Paratici ha parlato in diretta tv raccontando la posizione della Fiorentina in merito al futuro del centravanti classe 2000 ma le sue parole non ci hanno convinto, per niente. Tre i punti toccati che meritano di essere analizzati e in un certo senso smontati: il primo è molto chiaro. La Fiorentina non ha bisogno di vendere i suoi giocatori. Ecco, allora perché il 26 agosto stiamo parlando della cessione di uno dei giocatori più importanti della rosa viola? Non ha senso, lo avrebbe avuto toglierlo veramente dal mercato e non solo a parole, com'è stato fatto alcune settimane fa.
Il secondo punto riguarda invece il tentativo, che a Firenze non rappresenta una novità, visto che anche prima dell'arrivo di Paratici la tentenza è stata spesso questa, di "dare la colpa" al giocatore. Il ds viola ha affermato che la Fiorentina cederà soltanto i calciatori che chiedano la cessione. Come discorso può anche tornare, ci mancherebbe, ma è totalmente da azzerare a questo punto del calciomercato. Kean non ha fatto, sia chiaro, ma se davvero avesse chiesto la cessione la risposta della società sarebbe dovuta essere una sola: "Ci dispiace, ma non possiamo privarci di te a una settimana dalla fine del mercato". Punto.
Il terzo è invece il discorso, fatto sempre da Paratici, sull'eventuale sostituto di Kean. "Prenderemo un giocatore come minimo di pari livello, se non addirittura superiore". E qui si apre un mondo. Ma davvero qualcuno crede che possa arrivare a Firenze, con la Fiorentina fuori dalle coppe, un attaccante più forte di Kean? Impossibile, o quasi. Kean è un giocatore forte, di quelli che fanno la differenza, e trovarne uno così rappresenta un'impresa complicatissima da compiere. Ecco perché le parole di Paratici hanno il sapore dell'autogol, perché comunque vada a finire la situazione è stata gestita molto male, considerando anche il fatto che contro la Roma abbiamo visto tutti quanto sia stato un errore rinunciare a Kean dal primo minuto. Tutto si deciderà nelle prossime 48 ore, ma la sensazione, che vi stiamo raccontanto da tanto tempo, è che alla fine Kean andrà a vestire la maglia del Como e a quel punto sarà interessante capire chi sarà il sostituto, con Beto che al momento è il primo nome in lista.
Grosso: errori gravi. Roma da dimenticare il prima possibile
Infine impossibile non parlare anche delle prime scelte di Fabio Grosso, che hanno fatto arrabbiare gran parte, se non tutta, la piazza. Al netto di Kean in panchina, scelta più della società che dell'allenatore, ci sono tante cose che giustamente non hanno convinto. Perché Dodo titolare dopo un precampionato passato spesso a guardare, soprattutto dall'inizio? Perché Joao Mario a sinistra? Perché Valdepenas fuori? Perché Atta sulla trequarti e Gudmundsson neanche entrato in campo dopo essere stato sempre titolare nelle scorse settimane in amichevole? Grosso dovrà correre ai ripari ma anche in questo caso avrà bisogno dell'aiuto di Paratici. Servono esterni d'attacco, Poku è sfumato e il tempo inizia a stringere. A stringere, sì, ma non siamo ancora vicini al gong del mercato e tornando all'equilibrio è giusto aspettare le 20 del 1 settembe prima di fare i veri bilanci.


