E' stata una rivoluzione. Con un saldo negativo da 40 milioni Paratici ricostruisce la Fiorentina e lancia segnali di sostegno al tecnico, che ora può tornare a pensare al 4-3-3. Previsioni difficili, ma soddisfazione generale comprensibile
Di certo nessuno si è annoiato, e almeno di questi tempi, guardandosi intorno, è già un bel risultato. Avventurarsi in previsioni in quell’esercizio sportivo che è il calcio è di per sé complicato, lo diventa ancora di più quando di mezzo c’è un club come la Fiorentina che raramente gode di eccessivi favori dalla Dea bendata e rischia infine di essere una “mission impossibile” se di recente ogni pronostico è saltato di fronte a una pessima realtà.
Gonçalves sul fil di lana rialza le quotazioni del mercato
Premessa doverosa, quella di cui sopra, per approcciarsi a un commento alla prima vera campagna acquisti cessioni firmata Paratici. Se nel gennaio scorso il ds era ancora a metà strada tra Londra e il Viola Park in questi tre mesi la sua guida è stata costante, e la sua mano si è vista in fretta. Impossibile non tenere di conto della partenza sprint, della qualità dei primi colpi chiusi nello stupore generale (Atta, Oulai, Mastantuono per citarne alcuni) altrettanto considerare come nella seconda parte di trattative la vicenda Kean, e la sua sostituzione conclusa con l'arrivo di Beto dopo che Pellegrino aveva preso il posto di Piccoli, abbia creato più di un problema. Eppure l’arrivo di Gonçalves sul fil di lana riporta in quota le potenzialità offensive e le valutazioni sul mercato, oltre a certificare una strategia tenuta nascosta e poi scoperta sul rettilineo del traguardo.
Rivoluzione totale
E mentre alcuni giudizi attuali dovranno esser presi con le molle visto il poco tempo fin qui passato dal loro arrivo (ad esempio quelli relativi ai vari Dragusin, Pellegrino, Joao Mario, Valdepenas, mentre altri nemmeno è stato possibile averli, come nei casi degli ultimi arrivati Beto o Gnonto) un altro aspetto evidente nella ricostruzione di Paratici è quello di un cambio pressochè totale di spogliatoio, che ha spinto fuori dal Viola Park la maggior parte del gruppo dell’anno scorso. Gudmundsson e Mandragora, ceduti ieri, sono solo gli ultimi di una lunga lista, dalla quale alla fine sono rimasti esclusi i soli De Gea, Ranieri, Fagioli, Ndour e Brescianini oltre a Parisi quando rientrerà e ai portieri Christensen e Lezzerini. Certo, a centrocampo resta il dubbio che il mancato acquisto di uno tra Thorstvedt e Torreira (oltre al tentativo in extremis per Brozovic) alla lunga possa avere conseguenze, il reparto appare corto e non così variegato, ma gli innesti in mezzo al campo con i due arrivi da Udinese e Trabzonspor sono di spessore. Menzione a parte merita infine Dodò, testimonianza delle difficoltà vissute in uscita e delle incertezze che oggi i terzini destri lasciano, ma non tutte le ciambelle nascono col buco.
Dalla famiglia Commisso investimenti per 130 milioni
Così se in termini di saldo sul mercato (negativo per 38 milioni frutto di acquisti per 130 milioni – riscatti di Fabbian e Brescianini esclusi - e cessioni per 92) Paratici ha mostrato di aver ricevuto pieni poteri, e l’ultima conferma arriva con l’operazione Gonçalves a certificare un ennesimo esborso importante da parte della famiglia Commisso. Il fatto che sabato Grosso possa schierare 10 undicesimi di squadra diversi da quelli dell’anno scorso riporta il sereno anche sul fronte della condivisione del progetto tecnico all'interno del club. Perché con Njie, Gnonto e Gonçalves la Fiorentina adesso può anche essere immaginata sul 4-3-3 prediletto dal tecnico, e perché dopo 2 gare che hanno evidenziato più di una fragilità dalla società arriva un chiaro segnale di sostegno al proprio allenatore. Quel che serviva a spazzar via qualche nuvola apparsa nelle ultime due settimane, e a riportare a quote accettabili quell’entusiasmo dilagante che aveva salutato una prima parte di calciomercato tanto intrigante quanto imprevedibile.


