E tabula rasa fu: si conclude la rivoluzione di Paratici, soltanto otto i superstiti in rosa
Chi si augurava un ripulisti totale starà esultando da qualche parte, in strada o sui social. D'altronde era il sentimento comune di Firenze, manifestato dalla curva Fiesole al termine di Fiorentina-Atalanta, ultima gara dell'infausta stagione 2025/26: "Via dalle p***e" cantava il cuore caldo del tifo, in riferimento ai calciatori protagonisti di una delle annate peggiori nella centenaria storia del club. Fabio Paratici li ha presi alla lettera, o quasi. Se confrontiamo la rosa della Fiorentina 2025/26 a quella della stagione appena iniziata troviamo pochi, pochissimi punti di continuità.
Chi è rimasto
Ne sono rimasti otto, di cui tre portieri, De Gea, Christensen, Lezzerini. Per il resto, cinque giocatori di collegamento, Dodo (che doveva partire), Pongracic, Ranieri, Ndour e Fagioli. Se guardiamo le scelte fatte da Fabio Grosso in queste prime tre uscite ufficiali, solo uno è un titolarissimo, David De Gea. La rottura col passato è stata netta: questo era un gruppo che non stava più bene insieme e si è dovuto fare qualcosa per dargli una scossa, anche a costo di perdere alcuni leader e simboli per spogliatoio e piazza, il riferimento va a Robin Gosens e Rolando Mandragora, uno ceduto all'inizio e uno alla fine del mercato.
La vittoria di Paratici
Volti nuovi, tredici, in entrata, ma anche tantissime cessioni. Addirittura ventotto. Per tutta la sessione estiva Paratici ha avuto a che fare con un malus pescato dal mazzo, l'enorme quantità di calciatori in esubero. Ed è riuscito tutto sommato a smaltire tutto, per ultimo con le uscite di Barak e Nzola che hanno alleggerito il monte ingaggi. Questa è una delle vittorie del ds viola: aver scremato la rosa, aver tagliato i rami marci (senza dare a quest'espressione una connotazione morale negativa, trattasi di appendici del gruppo squadra ormai inutilizzabili).
Il nuovo undici
La mole di operazioni fatte dovrebbe garantire al progetto Fiorentina il beneficio del dubbio e dell'attesa, anche se Firenze è piazza scomoda e poco paziente (l'abbiam già visto dopo la sconfitta contro il Frosinone). E così la testa va subito a Fiorentina-Torino di sabato prossimo. Dove la squadra di Fabio Grosso potrebbe presentarsi con tutti e dieci i giocatori di movimento provenienti da questo mercato (vedremo se gli ultimi arrivati, Beto, Gnonto e Goncalves, saranno a disposizione) e dove l'anello di congiunzione col passato sarà rappresentato da un fantasma, o spauracchio, in maglia granata, Rolando Mandragora.


