Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / fiorentina / L'editoriale
Franchino facci godere… Corsa, pressing, gioco, forse ci siamo. Fidiamoci di Vanoli e non rompiamo: è innamorato di questa squadraTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Mario Tenerani
per Firenzeviola.it

Franchino facci godere… Corsa, pressing, gioco, forse ci siamo. Fidiamoci di Vanoli e non rompiamo: è innamorato di questa squadra

L'editoriale del lunedì di Mario Tenerani per Firenzeviola.it

Non ci voleva molto per capire che “Franchino” Mastantuono avesse piedi di cachemere, non misto lana. Anche per questo la sua sostituzione con Gnonto nell’intervallo della Caporetto col Torino, ci aveva provocato un senso di sbandamento. Non sono molti i giocatori in Italia che a 18 anni si possono permettere 35 presenze complessive nel Real Madrid, corroborate da 3 gol e un assist. D’accordo, da qui a dire che “Franchino” sfonderà in Italia ce ne corre, dovrà dimostrare tanto e tanto ancora. Ma per carità, sulle premesse, e le promesse tecniche, non potevamo discutere. “Franchino” è il calcio che va sprigionato. Non c’è bisogno di fare il Master a Coverciano per accorgersi che il pallone di Mastantuono è un altro sport. Certo, il talento fine a se stesso non conta, anzi, non serve. La qualità va inserita in un contesto in cui funzioni tutto. Occorre la disciplina di squadra, il singolo non vince. Ma il singolo aiuta a vincere. La tripletta dell’argentino a Bergamo non è stata il cuore della gara, ma una parte perché poi c’è stato tanto altro. Anche, per inciso, va ricordato, un gol sbagliato. Però quelle sponde, quella palla restituita sempre col contagiri come fosse picchiata contro un muro col rimbalzo perfetto, quella voglia di sacrificarsi come un terzino qualsiasi, quella forza sull’uno a uno di non disperdere secondi preziosi riportando subito il pallone al centro, sono la testimonianza di come non sia importante l’età, ma la mentalità vincente. Si comincia nel River Plate, si prosegue a Madrid… Può bastare per capire.  

Il gruppo aveva scaricato Grosso

La differenza tra la Fiorentina delle prime tre gare e quella di Venezia non è sensibile, ma una frattura col passato. Una voragine. Purtroppo c’è la classifica a ricordarci che sono passati 4 turni e ci sono solo 3 punti, altrimenti non avremmo indugi: il campionato dei viola è iniziato venerdì scorso nell’umidità della laguna. Ora i viola corrono (la gamba è tonica e di preparazione sbagliata non si parla più…?), pressano uomo su uomo con un alto tasso di aggressività e poi giocano. Con solo cinque allenamenti Vanoli ha ribaltato la squadra. E’ mai possibile? No, c’è anche un’altra storia: il gruppo, più o meno scientemente, aveva scaricato Grosso. Non per consumare un ammutinamento, ma solo perché le trasmissioni tra tecnico e giocatori erano interrotte. Incomunicabilità, è chiaro? E così, una volta rimediato all’errore, Paratici ha riannodato quei fili strappati il 5 giugno scorso quando una nota della società liquidò Vanoli dopo una salvezza formidabile. Vanoli ha ritrovato una decina di  “suoi” giocatori e altrettanti nuovi. E’ entrato a gamba tesa, ce lo ha spiegato molto bene Fagioli - partita sontuosa a Venezia - ed è ripartito dall’intensità che fa rima con qualità. Paratici ne ha comprata abbastanza sul mercato. Il suo è stato un bel lavoro, ne siamo convinti, poi tutto è stato frenato dalla scelta di un allenatore che non era adatto per questa piazza. Vanoli è innamorato di questa squadra, così tanto da far fatica a nasconderlo: “Mi entusiasma…”, ha dichiarato in sala stampa nel dopo Venezia. 

Fidiamoci di Vanoli, il "normal one"

Bisogna fidarsi di Vanoli perché non sarà uno “Special One”, ma è un vero “Normal One”. La sua carriera lo dimostra. Un ottimo artigiano che offre luce alla propria bottega. Il percorso è appena cominciato. Ci saranno degli inciampi, ma la Fiorentina si rialzerà. Ma non dobbiamo rompergli le scatole… Accettiamo Vanoli cosi com’è. In un calcio che somiglia sempre di più al cinema, in cui la fiction diventa protagonista, lui è uomo concreto. Forse la sua Fiorentina non darà mai spettacolo, ma stavolta potrebbe andare lontano. La qualità non manca. “Franchino” facci godere. 

Altre notizie