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Prandelli sicuro: "La Fiorentina è da primi sei posti. Ma adesso deve pressare più in alto"
Oggi alle 19:00Copertina
di Andrea Giannattasio
per Firenzeviola.it

Prandelli sicuro: "La Fiorentina è da primi sei posti. Ma adesso deve pressare più in alto"

In esclusiva a Radio FirenzeViola le parole dell'ex tecnico: "Il leader vero della squadra deve essere il gioco. Ma bravo Vanoli"
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Cesare Prandelli, ex allenatore della Fiorentina ed ex commissario tecnico della Nazionale italiana, è intervenuto oggi pomeriggio a Radio FirenzeViola nel corso della puntata odierna di "Garrisca al vento" per fare il punto sulla formazione di Paolo Vanoli alla luce dei recenti successi su Venezia e Pisa e a pochi giorni dal big match contro il Napoli

Ci racconta, intanto, l'emozione per la festa del Centenario?
"E' stato qualcosa di quasi magico. Bastavano gli sguardi per capire quanto tutti noi fossimo emozionati. E' stata un'esperienza unica. Certo, forse era meglio non festeggiare dopo una partita… ma il calcio non guarda in faccia nessuno. Mi sembra però che la Fiorentina si stia riprendendo per fortuna".

In base alla sua esperienza, com'è possibile che la Fiorentina sia così cambiata?
"Succede ma per capire cosa è accaduto bisognerebbe essere dentro lo spogliatoio. Forse Vanoli ha usato le parole giuste nel momento giusto, completando dei concetti di gioco che prima erano solo accennati. E' una squadra completamente diversa. Mi pare che adesso siamo tornati a dire che Paratici ha fatto un grande mercato e io sono d'accordo: sono arrivati giocatori forti e interessanti. Adesso Vanoli dovrà essere bravo a trovare equilibrio, ma quando ci sono le rivoluzioni serve sempre tempo. Un suggerimento però…"

Prego.
"Vorrei vedere una Fiorentina che pressa in avanti perché può dare qualcosa in più. E' quando deve rincorrere gli avversari che la squadra ha dei problemi".

In questa squadra ci sono "uomini" come c'erano nella sua squadra?
"Qui deve emergere la bravura del tecnico e del suo staff per valorizzare le qualità dei singoli. Ognuno deve sapere cosa deve fare e cosa non deve fare. Ovvero fare tutto ciò che non è stato fatto con Frosinone e Torino. Serve dare compiti ben precisi per creare sempre superiorità numerica".

Chi può essere però un leader di questa squadra?
"E' un gioco che non mi è mai piaciuto. I leader sono persone che fanno da riferimento durante il lavoro nella settimana ma in campo deve essere il gioco il vero leader. Se non hai un giocatore così, nel tempo tanti elemento possono acquisire queste caratteristiche. Serve che i calciatori ascoltino Vanoli e lo seguano: così si acquisisce personalità. Il Como non ha leader: è il gioco che comanda".

Dove può arrivare questa Fiorentina?
"L'euforia va bene, sappiamo come vive Firenze. Potenzialmente questa squadra può arrivare nelle prime sei. L'ho detta grossa… ma questi giovani sono davvero di valore".

Del ritorno di Paolo Vanoli che pensa?
"Per quello che ha fatto l'anno scorso ha dimostrato di avere personalità, carattere e abnegazione. Io penso che avere una squadra così forte sia quasi un sogno… che lui deve plasmare e realizzare. Può essere un anno importante anche per lui. Per me tanti allenatori vorrebbero allenare una squadra come la Fiorentina. Bisogna trovare un equilibrio ma l'entusiasmo ci deve essere sempre".

Può essere il Napoli l'occasione giusta per svoltare?
"Sì, ma tutte la gare sono decisive. Ma ripeto: questa squadra deve pressare in avanti e alzare ancora di più il baricentro. Se aspetta, diventa vulnerabile".

Ascolta il resto dell'intervista nel nostro podcast!

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