Riecco Fagiolone. Il numero della partita col Napoli che spiega il finale in panchina
Iniziamo dalla fine. Da quel volto commosso che si è seduto, stanco, sulla panchina del Franchi dopo l'1-1 con il Napoli. Un risultato che dà seguito alle vittorie con Venezia e Pisa e che soprattutto permetterà alla Fiorentina di vivere la sosta senza particolari patemi ma con la voglia di fare meglio alla ripresa. Nicolò Fagioli è l'emblema della rinascita viola firmata Vanoli. Un fantasma con Grosso in panchina - allenatore con cui il centrocampista non è mai entrato in connessione - una colonna da quando c'è stato il cambio in panchina. Anche contro il Napoli una buona prestazione dopo quella offerta a Venezia, il miglior viatico per andare a Coverciano ed essere protagonista anche con l'Italia a partire da domani.
La commozione di fine partita
Impossibile sapere cosa sia passato per la testa di Fagioli al fischio finale di Fiorentina-Napoli e cosa l'ha portato a fissare il vuoto, stremato, dopo la partita. Semplice riposo, una riflessione sul momento che sta vivendo o anche solo un modo per godersi l'attimo con gli spalti ancora piuttosto gremiti e la Curva che canta, lui che si professa appassionato di ultras. Di sicuro c'è che dopo aver corso più di tutti durante il match, Fagioli doveva riposarsi un attimo prima di correre subito in spogliatoio, e allora si è voluto godere un momento per se stesso. Più che lecito per chi si è preso le chiavi del centrocampo viola.
Riecco Fagiolone
C'è un numero che impressiona più di altri nella prestazione di Fagioli: ha corso più di tutti in campo, oltre 11km percorsi. In più ha avuto almeno due grandi occasioni e ha offerto una partita a tutto campo che quest'anno si era vista solo contro il Venezia. Fagioli è tornato ad essere "Fagiolone", come lo definì scherzosamente il ds Pradè in una conferenza di qualche tempo fa. Tanto che per Oulai ci sarà tempo, per adesso guarda dalla panchina nonostante l'investimento estivo. Vanoli è riuscito a trovare in Fagioli una forza che sembrava scomparsa ad inizio stagione, e la sensazione è che possa essere solo l'inizio. L'Italia sarà un ulteriore iniezione di fiducia, poi di nuovo al Viola Park per la definitiva consacrazione. A 26 anni è arrivato il momento del salto in avanti.


