Frey: "Ho scritto a Vanoli quando è tornato. La Fiorentina sembra rinata"
Presente in centro a Firenze per il Premio Porcellino, Sebastien Frey, ex portiere della Fiorentina, ha parlato così della squadra di Vanoli dopo il pareggio contro il Napoli:
Innanzitutto, che effetto fa tornare a Firenze ed essere premiato?
“Ogni scusa è buona per tornare a Firenze. Essere premiato è sinonimo di grande riconoscenza, sai quanto bene voglio a Firenze. Sono molto felice di essere qua oggi. Devo dirti che non ho fatto in tempo a vedere la partita: l'ho seguita, però non l'ho vista.”
Che impressione le ha fatto la Fiorentina contro il Napoli?
“Ci sono tante cose positive, a partire dall’atteggiamento. Ovviamente portare a casa un punto contro il Napoli è sempre positivo. Sembra rinata, sinceramente. Ho sentito Paolo quando è tornato, ci scriviamo ogni tanto. Sono contento perché, a prescindere da Fabio, siamo amici, però gli avevo detto che Firenze è una piazza un po’ difficile e il risultato è molto difficile per lui.”
È rimasto sorpreso dall’esonero di Grosso e dal ritorno di Vanoli?
“Mi era rimasto un po’ di amaro in bocca perché l’anno scorso Paolo ha fatto un miracolo, un’impresa, a salvare questa Fiorentina che era stata in grandi difficoltà. Sono rimasto sorpreso quando avevano cambiato, perché penso che si sarebbe meritato un po’ di fiducia per un progetto nuovo. Alla fine è tornato e sono contento. Le basi comunque ci sono, perché oggi ho visto delle immagini e soprattutto ho visto i commenti di amici che erano allo stadio: hanno ritrovato una Fiorentina con lo spirito giusto e questo mi piace.”
Un altro elemento importante è stato De Gea, decisivo con tre parate. Quanto può essere importante per questa Fiorentina?
“C’è anche un De Gea che è tornato su grandissimi livelli, con tre parate decisive. La Fiorentina ha la fortuna di avere un portiere come David. Io credo che l’anno scorso si sia fatto trascinare un po’ dall’andamento della squadra, perché non è facile: tra la squadra e la piazza, questo ambiente ti porta su, ma a volte ti può portare anche giù. Rivederlo oggi decisivo, il De Gea che tutti noi conosciamo, credo che sia anche questa una chiave per questa Fiorentina. Ci sono i presupposti per fare un buon campionato.”
In così poco tempo cosa può cambiare all’interno di una squadra?
“Con Paolo abbiamo un buon rapporto. Quando è arrivato a Firenze la scorsa stagione ci siamo un po’ confrontati, perché l’anno scorso la chiamano impresa: c’erano pochi presupposti per salvarsi. Lui è arrivato, ha ridato lo spirito giusto che ha portato comunque a una salvezza importante. Quando non è stato confermato ci siamo sentiti e gli ho detto il mio pensiero, che ha condiviso in pieno e per il quale mi ha ringraziato.
Quando ho visto che c’erano i presupposti per cambiare la Fiorentina, con il discorso di Fabio Grosso, gli ho scritto: ‘Ti vedrei bene a tornare’. Lui mi ha detto: ‘Non lo so, vediamo, non dipende da me’. Obiettivamente credo che la Fiorentina abbia fatto una scelta giusta, perché è un ragazzo che conosce la piazza, è un ragazzo umile, che ha voglia di far bene e credo che lui possa trasmettere quello che ha già trasmesso l’anno scorso.
Da un allenatore a un altro trasmettere qualcosa di positivo ci vuole poco, ma non è facile. Probabilmente Fabio ha fatto fatica a trasmettere quello che serviva ai giocatori per fare bene in una piazza come Firenze. Invece Paolo la conosce meglio, è già più pronto e mi sembra di aver rivisto la Fiorentina nelle ultime cinque-sei partite della scorsa stagione. Questo si chiama continuità e credo che Paolo si possa meritare un po’ di continuità.”
È ancora difficile stabilire un obiettivo per questa Fiorentina? Dove può arrivare?
“Firenze è una piazza in cui vai su in due secondi e poi vai giù alla stessa velocità. In questo momento giocare bene e fare più punti possibili significa avere grande umiltà, spirito di combattimento, essere dei guerrieri in campo. Quello che abbiamo visto oggi è lo spirito giusto per fare una buona stagione. È quello che auguro a questa Fiorentina.”


