Gol e umiltà. Gli elogi di Vanoli e l'addio di Messi: Mastantuono pronto a prendersi tutto
Non ha ancora mostrato la sua miglior versione, ma Franco Mastantuono è pronto a prendersi la scena. L'ha già fatto una decina di giorni fa, con la tripletta di Venezia e la sequela di record stracciati in una sola serata, adesso passerà dalla sua terra madre per fare un altro importante step di crescita. Il rientro in Argentina gli farà riassaporare la Nazionale dopo un anno, crescere con campioni al suo fianco e soprattutto assistere dal vivo a uno dei momenti calcisticamente più significativi della storia argentina: l'addio alla Seleccion di Leo Messi.
La partenza positiva
Il fantasista della Fiorentina ha raggiunto il Sudamerica poche ore fa e ha tracciato un breve bilancio dell'inizio di stagione: "Il mio momento in Serie A è molto buono, mi sto adattando al calcio italiano e sto giocando molto bene. Sono contento", il pensiero del classe 2007, soddisfatto di questo avvio di campionato con la squadra di Vanoli, pur con ogni difficoltà del caso. Col Napoli non ha replicato i gol visti in laguna ma ha sfornato un'altra prestazione importante, fatta sì di qualche errore - d'altronde, i giocatori forti sono quelli che cercano le giocate più difficili per fare la differenza - ma anche di tanti dribbling e pericoli creati, vedi il filtrante visionario per Atta da cui nasce la traversa del francese. Dopo anni, a Firenze si rivede un calciatore che dà sempre la sensazione di far male all'avversario e lui stesso si è sempre messo a disposizione della squadra.
Gli apprezzamenti della squadra
Lo testimoniano anche le parole al miele pronunciate da Vanoli dopo il match di domenica: "Franco a Venezia ha avuto la lucidità di dire, dopo aver ricevuto il premio di miglior giocatore della partita, che lo avrebbe meritato Fagioli. Io, dopo una tripletta in un momento del genere, non avrei avuto questa lucidità e ciò testimonia che persona sia Franco". Mastantuono si è calato perfettamente nella realtà in cui è arrivato e si sta facendo apprezzare non solo per quello che produce con la palla fra i piedi, ma anche per gli atteggiamenti finora impeccabili.
La Nazionale per crescere ancora
Adesso l'Albiceleste. L'ex madrileno si allenerà di nuovo fianco a fianco con i vicecampioni del Mondo e prenderà parte alle gare contro Bolivia, Burkina Faso e soprattutto Benin, data da cerchiare in rosso e sconsigliata ai deboli di cuore, quando un Monumental gremito assisterà all'addio alla Nazionale del - probabilmente - giocatore più forte che abbia mai vestito quella maglia. Nonché sua ispirazione - non era difficile immaginarselo - fin da bambino e motivo di discussione quando si presentò in conferenza stampa da giocatore del Real Madrid, dove nominò proprio la Pulce in "territorio nemico". Ad ogni modo, le prossime due settimane saranno propedeutiche ad un altro step di crescita per poi tornare a Firenze e cercare la definitiva esplosione.


