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L’avatar di Vanoli è palestrato: così è nata la missione coraggio. Oulai non è un caso, ma gestione di un talento. Il successo popolare di Joseph, tornato in Usa dopo il campionato mondiale di selfieTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Angelo Giorgetti
per Firenzeviola.it

L’avatar di Vanoli è palestrato: così è nata la missione coraggio. Oulai non è un caso, ma gestione di un talento. Il successo popolare di Joseph, tornato in Usa dopo il campionato mondiale di selfie

L'editoriale di Angelo Giorgetti per Firenzeviola.it. Da Vanoli a Oulai, passando per il campione mondiale di selfie Joseph Commisso

Se la Fiorentina è rapidamente passata dallo zero assoluto a qualcosa - a tratti perfino a qualcosa di seducente - il merito è dell’avatar palestrato di Vanoli. Il quale si è incarnato in un’entità superiore e ora fa l’allenatore propositivo, ha una rosa che ha talento e può pescare soluzioni introvabili nell’altra vita. I giocatori si sono fidati, lui è stato implacabile entrando a gamba tesa ovunque, dallo spogliatoio ai ripostigli del Viola Park. La missione coraggio (lo abbiamo capito anche dai cambi durante le partite) è nata perché non c’erano altre alternative: o la va o la spacca, l’ambiente andava scosso. Per ora è andata e il talento diffuso sta cercando di trovare equilibrio.

E’ tornata la fiducia, anche se la Fiorentina dopo 4 partite è diciassettesima in classifica. Ma si intravede finalmente una prospettiva, come ho scritto 7 giorni fa e ora rafforzo il concetto, Vanoli sembra aver recuperato visione anche con le parole, è preciso e quieto, sa bene cos’ha in testa e riesce a comunicarlo.  

Io aspetterei ancora a fidarmi del tutto, ma sta nascendo un’idea di calcio che tiene conto della qualità diffusa, a quanto pare la stessa che Grosso non era riuscito a governare. Di sicuro una rosa così tecnica non la vedevamo da anni qui a Firenze.

Vanoli è stato molto chiaro a proposito di Oulai, entrato subito nelle discussioni dei bar sport e non solo lì: perché non gioca? Risposta netta: è un giocatore importante, ma non è pronto nel quadro dell’equilibrio generale a centrocampo, dove Fagioli si è ripreso il comando e la convocazione in Nazionale. La sensazione è che il progetto futuro sia proprio quello di un reparto a due (o due e mezzo) con il trequartista di turno impiegato in un ruolo ibrido.

Sto parlando nello specifico di Atta o Goncalves, ma gli altri due che devono far legna? Uno Fagioli e l’altro (per ora) Ndour. Oulai è un cavallino che ha tecnica e combustione rapida, è spavaldo nel proporsi e va a caccia di palloni. Ovunque. Vanoli lo ha addirittura paragonato a N’Golo Kanté, specificando però che il francese ‘usa di più la testa’. Il fiuto e l’istinto possono portare Oulai lontano da dove dovrebbe aver cura di rimanere, se i meccanismi intorno a lui funzionano parzialmente. E in questo - oltre al trequartista ibrido - sarà essenziale il contributo dei due esterni di attacco con i movimenti di rientro e copertura.

Insomma bisogna lavorare e dal mio punto di vista ha fatto bene Vanoli a chiarire subito le idee sul conto di Oulai: calma, arriverà anche il suo turno, è il caso di inventarsi un problema anche quando le cose stanno cominciando a mettersi per il verso giusto?

La partita contro il Napoli ha offerto spunti notevoli, la Fiorentina è viva e piuttosto vegeta, ha voglia di mettersi in gioco, ha la consapevolezza di essere una squadra che può dare fastidio se unisce alla qualità l’attitudine al sacrificio e al rispetto delle distanze. Estro e concentrazione. Quello che in fondo sperava Paratici prima di precipitare nello psicodramma con Grosso di cui un giorno, forse, conosceremo la versione. Di sicuro non deve essere stato piacevole per lui leggere le informazioni ufficiose che lo inquadrano come quasi arreso all’idea di allenare questo gruppo e/o in cerca di un possibile esonero.

Nel frattempo Joseph Commisso è tornato negli Usa, la lunga pausa del campionato e suppongo anche gli impegni con la Mediacom lo hanno riportato a New York insieme alla madre. Il presidente è rimasto a Firenze per 40 giorni ritagliandosi un ruolo ultra popolare. Sono sicuro che sia balzato nelle prime posizioni di un eventuale campionato mondiale delle strette di mano, stravincendo quello dei selfie. Logico che i tifosi siano impazziti. Girano nelle chat più foto insieme a Joseph che post criptici di Dodo.

E’ clamoroso il cambio di strategia a proposito di affetto diffuso e al Popolo Viola (cit) questo è piaciuto assai. Siamo passati dalle liste di proscrizione alle liste di attesa per una foto, con distribuzione automatica di cordialità per tutti, media compresi: insomma, un gran bel salto in avanti in termini di empatia.

Joseph ha speso parecchio e con il suo stile gestuale si è immerso nella passione, cos’altro dobbiamo chiedere a un presidente? Detto in parole povere: che metta i soldi e si dimostri coinvolto. E possibilmente che resti fuori dalle questioni tecniche. Dubito assai che Commisso jr entri negli spogliatoi chiedendo a Vanoli di cambiare modulo - che scena pazzesca fu quella tra VCG e Radice - e quindi ci sono tutti i presupposti per vivere tutti insieme, sereni e contenti. Almeno per un po’, sperando che l’avatar palestrato di Vanoli voli su una navicella blindata.

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