Pellegrino-Beto come Jovic-Cabral? Vanoli e l'alternanza delle punte alla Italiano: ai viola servono gerarchie
Lorenzo Della Giovampaola
Se c’è un errore che la Fiorentina di Paolo Vanoli non deve commettere nel corso di questa stagione, questo è sicuramente quello relativo alla scelta della prima punta titolare. È infatti lampante come in queste prime quattro uscite del Vanoli bis il tecnico viola ancora non abbia deciso su chi tra Beto e Pellegrino abbia intenzione di puntare. L’ex tecnico granata ha infatti spesso alternato i due in base al tipo di partita e al piano gara, come da lui dichiarato nelle varie conferenze stampa. In campionato due volte è partito titolare Beto, contro Venezia e Genoa, mentre Pellegrino è stato schierato dal primo minuto in casa contro il Napoli in Serie A e in casa contro il Pisa in Coppa Italia. Un confronto bilanciato che, seppur con qualche minuto a favore di Pellegrino (204 i minuti giocati dall'argentino con Vanoli contro i 156 di Beto), ci prospetta quanto al momento ci sia ampia incertezza sulla scelta dell'attaccante titolare della Fiorentina.
Pellegrino più di Beto
Un’incertezza che però dal punto di vista del rendimento in campo al momento riguarda più Beto e meno Pellegrino che, senza fare niente di spettacolare o clamoroso, ha comunque dato la sensazione di essere molto più connesso con la squadra, sul pezzo fisicamente, pericoloso in area e con margini di crescita maggiori rispetto al collega di reparto. L'ex Parma poi anche in quanto a numeri ha messo in evidenza una maggiore confidenza con la porta, avendo segnato comunque tre gol, due in campionato contro Torino e Venezia ed uno in Coppa Italia contro il Pisa. Certo anche lui per dire contro il Napoli non ha brillato così come non ha fatto al momento del suo ingresso in campo Marassi contro il Genoa (complice una partita già compromessa), ma la sensazione è che al momento l’argentino stia meglio e dia più garanzie rispetto all’ex Everton e Udinese.
Serve una scelta
È in questa ottica che si inserisce il discorso su come l’alternanza tra le due prime punte possa andare alla fine a sfavorire entrambi i giocatori, un po’ come successe se ricordate sotto la gestione Vincenzo Italiano quando Jovic e Cabral erano continuamente alternati nel ruolo di prima punta titolare. Che sia dunque Beto, attualmente sottotono per condizione fisica e confidenza con il gol, o Pellegrino, Vanoli dovrà prendere nel breve periodo una scelta. Perché così come accade nel caso dei portieri, anche per i centravanti è bene sempre avere delle gerarchie chiare.


