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Vanoli e società, pensate a fare 40 punti. La peggior difesa e in attacco gol sbagliati, sarebbe opportuno che Paratici parlasse. La squadra non capisce che deve combattere

autore
Mario Tenerani
per Firenzeviola.it
ieri alle 23:30L'editoriale
autore Mario Tenerani
18.10.2026 23:30L'editoriale

La Fiorentina ha fatto una brutta partita col Como? No, e questo fa ancora più male. E per chi mastica un po’ di calcio tutto ciò dovrebbe destare allarme e preoccupazione. Primo tempo alla pari in termini di occasioni, pareva un flipper. Una volta di qua, una di là. Solo che il Como, migliore della Fiorentina per tante ragioni, alla mezz’ora ha capitalizzato due gol. Perché in questo sport vince chi sbaglia meno. Mangiarsi le reti non è un merito, ma una colpa. Poi Pongracic ha accorciato le distanze e dopo ha pure pareggiato, ma 4 minuti di Var (allora esiste…?), gli hanno ricacciato in gola l’urlo di gioia, annullando la rete per fuorigioco. C’è pure da dire che il vantaggio dei lombardi, bel gesto tecnico di Liberali, è viziato da un fallo su Goncalves, netto. Di Bello, di gran lunga il peggiore in campo, ha sorvolato. Quella prima frazione, giocata così, seppur con tanti limiti, aveva donato un po' di speranza. La ripresa l’ha cancellata. Il 3-1 di Douvikas ha aperto le porte alla quinta sconfitta in 7 partite. Da quel momento la Fiorentina è uscita di scena: il Como ha creato altri pericoli. 

Difesa horror

Scusate, ma di che parliamo? Stiamo qui a contare le chance da gol o qualche ricamo quando questi numeri certificano un disastro della terza linea? Sono la bellezza, anzi la tristezza, di 17 gol in 7 giornate cioè 2,44 media gol a partita. Una Caporetto, dati da retrocessione. E davanti? Ha ragione Vanoli, tante occasioni fabbricate, ma fallite in modo incredibile. Che significa? Che non c’è cattiveria agonistica, non c’è convinzione, non c’è mentalità. Queste sono colpe non attenuanti. Il palo di Njie nel secondo tempo non è sfortuna, ma un errore grave. Questa mancanza di furore agonistico non porta nulla di buono. Per vincere le partite bisogna avere fame, uno stomaco che reclami 3 punti. Altrimenti festeggiano gli altri. 

Testa alla salvezza

Su questo fronte deve lavorare ferocemente l’allenatore, sempre che i giocatori abbiano questa forma mentis perché se no non potranno migliorare. Se ci pensate bene il fallimento della difesa ha la stessa radice di quello dell’attacco. Non c’è brutalità nell’aggredire la porta avversaria, come non c’è istinto nel difendersi. I viola hanno un atteggiamento passivo nei riguardi di chi li sta attaccando. Riguardate quando Liberali tira, come sono messi i due centrali. La Fiorentina non sa difendere di squadra e commette errori coi singoli. Vanoli ha fatto il difensore, era pure bravo: nell’assistere a questo scempio avrà certamente travasi di bile. Ma dovrà anche guardarsi allo specchio e comprendere che la responsabilità ricade su di lui e sul suo staff. Se la Fiorentina fa 5 allenamenti settimanali più la rifinitura, sarebbe bene che ne organizzasse 3 in più, dedicati esclusivamente al reparto difensivo e alla fase difensiva globale. E’ importante che Vanoli e la società comprendano che d’ora in poi non si scherza più: devono porsi l’obiettivo salvezza, fare 40 punti. Non immaginare chissà quali traguardi se ogni volta sono schiaffi. E domenica i viola saranno a San Siro contro l’Inter… Forse il problema è proprio questo: la squadra si sente bella e forte, invece sarebbe opportuno che cominciasse a giocare “sporco”, menando fendenti, montando addosso agli avversari. I viola hanno bisogno di lavorare duro, a pancia a terra, solo così usciranno dai guai. Non commettano l’errore della stagione scorsa quando il mantra era: “Tanto vinciamo la prossima”… 

Le responsabilità di Paratici

Ci sono carenze, lo sappiamo. Manca un centrocampista con le caratteristiche di Konè della Roma, così ci intendiamo. Manca pure un uomo di esperienza e personalità che sappia guidare la squadra. Paratici e i suoi collaboratori dovranno concentrarsi su questo punto. A proposito del diesse: dovrebbe parlare, fare un intervento ufficiale per spiegare che succede e che accadrà. Ammettendo gli sbagli, ma regalando al tempo stesso speranze e convinzioni. Lui appartiene alla categoria dei direttori sportivi tendenzialmente “muti”, non inclini a rilasciare interviste o conferenze stampa. Un altro è Sartori, noto anche per i suoi silenzi mediatici. Ma ora, caro Paratici, la situazione sta precipitando e Firenze è originale, nel senso che ha un modo tutto suo di vivere la passione per la Fiorentina. Per una volta Paratici può fare un’eccezione e aprire bocca. E’ un modo anche per rivelarsi ad un mondo che lo sta mettendo in discussione. Sono tutti sotto esame.   

per Firenzeviola.it

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