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La Vanoli-cam a Sassuolo: "Urla e tensione fino alla fine, poi il retroscena sulla pausa Nazionali"

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Alessandro Di Nardo
per Firenzeviola.it
Oggi alle 07:45Primo Piano
autore Alessandro Di Nardo
03.11.2026 07:45Primo Piano
www.imagephotoagency.it
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Ci auguriamo che abbiate passato un lunedì pomeriggio più sereno di quello di Paolo Vanoli. Che alla fine si è concluso col sorriso e un sospiro di sollievo gigante, ma anche con un filo di voce rimasta, presentata ai microfoni di Dazn. Non l'abbiamo scoperto certo ieri sera nel glaciale Mapei Stadium il carattere focoso del tecnico varesotto, certo che i pochi decibel dell'impianto di casa del Sassuolo ci hanno aiutato a concentrarci su espressioni ma soprattutto 'berciate' notevoli del condottiero gigliato. Il primo urlo lo caccia al 20', poco prima del vantaggio dei neroverdi.

Il primo tempo e i cambi

Una frase ripetuta per diversi secondi, "Brescia siamo fermi!" che sa di profezia per l'atteggiamento da belle statuine che si vedrà cinque minuti dopo, sul pallone perso da Fagioli che innesca la rete di Laurienté. L'atteggiamento troppo passivo dei suoi in fase di possesso fa sbottare sin dai primi giri del pallone Vanoli, che si sbraccia, si leva subito il giubbotto e capisce che è una di quelle serate (non che ci sia molta serenità di solito da quando siede su quella panchina). Proprio dalla panchina, stavolta, pesca alla grande (anche se poi i cambi quelli sono). Il tempismo nelle scelte è quello giusto, soprattutto per l'ingresso di un Pedro Gonçalves che con meno di dieci palloni toccati e un paio di banali ma astuti movimenti senza palla disossa quello che rimane della difesa del Sassuolo. Per lui Vanoli ha parole al miele: "Pedro è entrato 5 per soli 5 minuti la volta scorsa, si è presentato il giorno dopo andando ancora più forte del solito, i giovani dovrebbero guardare questi ragazzi e non il telefonino, questo è il vero fattore di crescita". Torniamo sul campo, e alla Vanoli-cam: il suo rapporto coi cambi non è mai stato semplice, spesso gli imputano e si imputa scelte imprecise (l'ultima volta a San Siro, contro l'Inter). A questo giro è anche la ruota a girare, lui però non si rilassa neanche dopo il 3-2, quando il Sassuolo alza bandiera bianca: "Inizia ora la partita!" urla ai suoi, una sveglia per tutti, viste le tante rimonte subite dalla Fiorentina. Che stavolta rimonta a sua volta ed esce per quanto possibile dalle sabbie mobili della zona retrocessione.

Il retroscena

Nel post-gara, da segnalare, altre parole di Vanoli, che ci riportano a un mese fa più o meno e a un passaggio rimasto celato che forse spiega l'improbabile primo tempo contro il Genoa dopo le tre settimane di sosta. La sosta appunto, parla di quello: "Nella pausa Nazionali  ho recuperato alcuni giocatori ma altri li ho persi, e parlo di Ndour, Fagioli e Oulai. Questa sosta starò molto attento a tutto. I giovani magari alle volte sono come dei figli e gli devi fare sia la carezza che lo schiaffetto. Ndour con il gol da centrocampo si è un po sentito così, alla pari di Fagioli che aveva la dieci dell'Italia e così come Ouali. Oltre loro ho perso anche Pongracic che poteva magari stare al Viola Park a fare preparazione. Chi è rimasto ora da i frutti". Un avviso ai naviganti, anche se prima c'è la Juventus.

per Firenzeviola.it

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