Dragusin tra luci e ombre: Vanoli aspetta il salto di qualità del leader difensivo viola
Lorenzo Della Giovampaola
All’interno di quella che è la terza peggior difesa del campionato con 23 reti subite, peggio fino ad oggi hanno fatto solo Monza con 24 e Sassuolo con 26, la costante per Paolo Vanoli, ma anche in precedenza per Fabio Grosso, si chiama Radu Dragusin. Il difensore rumeno, arrivato questa estate dal Tottenham con la formula del prestito oneroso a 1,5 milioni di euro e obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni fissato a 17,5 milioni, ha giocato per intero tutte e 10 le partite di campionato disputate dalla Fiorentina, diventando di fatto, al pari di De Gea, il più utilizzato fin qui in Serie A tra i viola. L’ex Genoa e Juventus però non sempre ha convinto in quanto a prestazioni, soprattutto in avvio sotto la guida di Grosso, quando ancora la condizione fisica non era delle migliori.
La sosta non ha aiutato
Una condizione invece che Dragusin sembrava aver ritrovato poco prima della sosta di tre settimane, giocando una gara da MVP in casa contro il Napoli in marcatura su Hojlund prima e su Lucca poi. Al rientro però dalla pausa per le nazionali, durante la quale il giocatore non ha giocato molto ed è stato anche espulso nel corso di Polonia-Romania, il classe 2002, al pari va detto dei suoi compagni di reparto e in generale di tutta la squadra, sin dalla trasferta di Marassi è sembrato tornare sugli standard mostrati prima del Napoli.
I numeri in possesso
Analizzando però in generale i numeri di quello che, sulla carta e non solo è il leader difensivo viola, nonché tra i centrali quello con più caratura internazionale, si nota come il giocatore rumeno abbia buoni parametri per quanto riguarda i duelli vinti (38) e i duelli aerei vinti (21). Buoni numeri nella gestione del pallone con zero palle perse, con il 58,5% di lanci lunghi precisi, 24 in totale quegli effettuati, ma dati non esaltanti in quanto a quantità di passaggi riusciti (332), oltre che nella precisione di quest’ultimi (87,4%). Segno di come l’ex Tottenham si trovi più a suo agio nel giocare in verticale piuttosto che nel fraseggiare in prima costruzione (sposandosi così alla perfezione con le richieste di Vanoli che ama un gioco meno palleggiato e più diretto).
Prestazioni altalenanti: ora serve continuità
Sono poi altalenanti anche i parametri difensivi, visto che Dragusin risulta essere tra i migliori nel nostro campionato in azioni difensive (95), intercettazioni (19), tiri bloccati (11) e palle recuperate (31) ma tra i peggiori in Serie A per quanto riguarda i dribbling subiti (6), e i contrasti effettuati (8), sotto media rispetto ai pari ruolo. Statistiche che non spiegano tutto, ma che ci fotografano il rendimento incostante che fino ad oggi ha avuto il giocatore, e che vanno contestualizzate all’interno di una difesa e di un sistema difensivo di squadra che per il momento pecca di equilibrio e tende dunque a non esaltare il singolo. Certo è che per consentire alla Fiorentina di fermare l’emorragia dei tanti gol subiti, oltre che un miglioramento a livello di fase difensiva in generale, servirà avere anche un Dragusin più costante nel tempo.


