Marianella: "Oulai-Fagioli, perché no? Beto mostri chi è, altrimenti serve un'altra punta"
Pietro Lazzerini
Massimo Marianella, tra i più importanti telecronisti italiani e voce di Sky Sport, è intervenuto nel corso di "Palla al Centro" su Radio FirenzeViola per parlare della Fiorentina: "Rincorsa europea e posticino in Conference? È difficile anche per il mio ottimismo. Ma dirti che è impossibile non te lo dico. Questa squadra deve cominciare a inanellare risultati positivi, trovare un po' di equilibrio. La Fiorentina è stata costruita con tanti buonissimi giocatori e meno logica tattica che potesse essere auspicabile. Piano piano questa squadra trova risultati e si ritrova anche in campo. Gli ultimi minuti di Reggio Emilia è stato bellssimo come tutta la panchina soffrisse per il risultato, come Mastantuono abbracci in modo clamoroso Vanoli. Il gruppo non è in discussione. È la chiusura del cerchio rispetto al Sassuolo-Fiorentina dell'anno scorso. Io credo che Paratici abbia fato un grande lavoro, che poteva diventare grandissimo se fosse arrivato un mediano davanti alla difesa che avrebbe completato il quadro. Non penso che sia lontana dalla propria dimensione, ma i risultati passano dalla fase difensiva che ancora non è stata trovata totalmente. Abbassare del 25% gli stipendi, creare una base di giocatori non solo importanti da un punto di vista agonistico ma anche eventualmente rivendibili sul mercato oltre che prendere giocatori importanti è la descrizione di un grandissimo lavoro da parte di Paratici".
Cosa pensa di Vanoli e della costruzione del futuro viola?
"Vanoli è un allenatore scelto da Paratici, quindi dalla parte tecnica e non della proprietà. Penso che possa essere un allenatore giusto per far crescere questa squadra. Vanoli non ha ancora dimostrato di essere un allenatore da Champions League. Però credo che sia un allenatore capace di far crescere un gruppo. Ci sono giocatori estremamente interessanti: Fagioli è un giocatore straordinario; Valdepenas è stato un acquisto fenomenale; Atta è fortissimo; Ndour è un buon prospetto anche se lo sacrificherei nella formazione di oggi. Lui ha un potenziale perfetto per il futuro ma non ha ancora dimostrato niente. È lento e non so se potrà migliorare da quel punto di vista. Ha fisicità ma non vince i duelli. Una base in questa squadra penso che ci sia".
Su quale idea tattica costruiranno il futuro di questa rosa?
"Credo che l'idea della società fosse il 4-3-3 e credo che l'attualità però consiglierebbe il 4-2-3-1. Fagioli con me gioca sempre e gioca davanti alla difesa. Oulai lo metto vicino a Fagioli: non vedo il problema nel farli giocare insieme. È una formazione che ha problemi nella fase difensiva e allora prendiamoci un rischio in più e andiamo in avanti con aggressività. Se poi arriva un Hojbjerg meglio, perché cambierebbe il rendimento del centrocampo nell'immediato. Dopo di che, una squadra di ambizione ha anche bisogno di alternative e io partirei con Fagioli e lo stesso Hojbjerg. Atta può fare il trequarti, Njie può aiutarti a spaccare qualche partita facendolo girare con altri giocatori. La punta oggi è Pellegrino".
Beto?
"Mi rifiuto di pensare però che Beto sia questo. Qualcuno si ricorda Beto dell'Udinese ma io l'ho visto fino a maggio nell'Everton e non era questo. Penso che sia un problema di convinzione, quindi mentale. Beto non è questo. Se fino a gennaio non dimostra di essere un altro, allora servirà un altro attaccante dal mercato".
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