Carlos Freitas: "Gonçalves non può fare l'esterno. Qualcuno deve fare il lavoro sporco per lui"
Alessandro Di Nardo
Carlos Freitas, ex direttore sportivo della Fiorentina insieme a Corvino, ha rilasciato una lunga intervista nel corso di Palla al Centro su Radio FirenzeViola ha parlato di Pedro Gonçalves, calciatore che ha conosciuto bene in Portogallo: "Mi ricordo la sua stagione con Amorim, lì è stato il capocannoniere del campionato portoghese. Qui si diceva che non tirava in porta, faceva dei passaggi in porta da quanto erano precisi. Poi non ha i ritmi alti, non può fare secondo me l'esterno, deve giocare dentro ed essere coperto dagli altri che fanno il lavoro sporco al posto suo. La sua parabola mi ricorda in certi sensi Riquelme, uno che in Argentina era una divinità e in Europa ha avuto qualche difficoltà; Pedro, con le dovute proporzioni, nel suo piccolo, sta avendo le stesse difficoltà, arriva da un contesto più leggero come questo portoghese e magari qui ha le stesse problematiche nell'incidere.
Per sfruttarlo al meglio la Fiorentina deve diventare una squadra dominante, se sarà così farà bene, se i viola continueranno a giocare in transizione sarà dura per lui, non è uno da strappo o rincorsa. Se la Fiorentina acquisterà armonia nel possesso lui sarà un'aggiunta preziosissima. Perché poi ha la grande qualità di segnare".
E sugli ultimi mesi di Pedro Gonçalves in Portogallo, ha detto: "Lui ha giocato la finale di coppa persa ma con lo Sporting non giocava da un po', ha fatto qualche amichevole ma non ha giocato tanto nell'ultimo periodo. Poi morfologicamente non è un calciatore dominante, è un piccoletto. Ma nei migliori anni di Amorim a Lisbona lui era determinante, per assist e gol".
Così sulla sua collocazione tattica: "Nel 4-2-3-1 lui può fare tutti i ruoli dietro la punta, se impiegato da esterno può essere un trequartista perfetto partendo da sinistra associandosi col trequartista centrale, perché in quel ruolo magari non ha bisogno di fare tante volte la fascia. La Fiorentina può diventare una squadra ibrida che può essere difficile da leggere per gli avversari. Non per forza le linee devono essere 'dritte', c'è l'interpretazione del ruolo e dei momenti della partita".
Infine, un commento su Joao Mario, che nelle ultime due partite si è preso la maglia da titolare della Fiorentina: "Non mi stupisce, è stato fondamentale nel Porto di Conceiçao, ha giocato tantissime partite di livello anche in Europa e ha vinto. Ha un carattere un po' particolare ma è un calciatore di assoluto talento".


