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Fiorentina, paradosso Pongracic: rischia di non trovar posto l’unico viola presente al Mondiale
Tornato a lavoro dopo la Coppa del Mondo, nel frattempo le gerarchie sono cambiate e Pongracic adesso parte alle spalle di Dragusin.
In una Fiorentina che ad inizio mercato aveva posto come uno dei primi punti in agenda quello di tornare ad avere una dimensione quanto più internazionale possibile, rischia di non trovare posto l’unico calciatore viola presente al Mondiale: Marin Pongracic. Tornato da qualche giorno a Firenze per mettersi a disposizione di Fabio Grosso, il centrale croato adesso dovrà lavorare sodo per scalare delle gerarchie che nel frattempo sembrano essere profondamente mutate.
Pongracic e i pro e contro del Mondiale
Fuori Comuzzo, dentro Dragusin e Viery. La difesa che Pongracic ritroverà dopo il Mondiale è profondamente cambiata: nel frattempo sono arrivati due rinforzi che, qualora il riscatto del centrale rumeno venisse esercitato, rappresenterebbero un investimento complessivo di 36 milioni di euro. Ecco perché oggi il croato dà l'impressione di essere l'invitato che arriva in ritardo a una festa per cause di forza maggiore e scopre che la torta nel frattempo è già stata spartita. Il Mondiale dunque sì come una prestigiosa vetrina internazionale, ma che rischia anche di costringerlo a rincorrere i compagni, che intanto hanno avuto tutto il tempo per consolidare le proprie gerarchie. La sensazione, almeno per ora, è che Pongracic sia destinato a chiudere il pacchetto arretrato, partendo però alle spalle dei nuovi arrivati.Milan alla finestra
In casa Fiorentina al momento non c’è alcuna intenzione di toccare nuovamente il reparto arretrato ma le cose cambierebbero qualora si presentasse l’occasione giusta. Un’occasione che potrebbe chiamarsi Milan. I rossoneri sono a caccia di rinforzi che vadano a puntellare il ventaglio di difensori a disposizione di Amorim e negli scorsi giorni avrebbero condotto alcuni sondaggi per capire la disponibilità di Pongracic. Soltanto chiacchiere informative al momento, ma non è detto che la situazione non possa cambiare, specialmente se alla fine a chiedere la cessione fosse proprio il classe ’97.Altre notizie
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