Bremer non può riprendere i compagni e Rabiot sì? Cosa ci sfugge?
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Fabrizio Ponciroli
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autore Fabrizio Ponciroli
21.10.2026 06:00L'Angolo di Sportissimo
Nel post gara della sfida persa, malamente, contro la Lazio, Bremer si è mostrato davanti alle telecamere e, senza fare giri di parole, ha fatto chiarezza sulla situazione in casa Juventus: “Il mister dà le indicazioni, ma poi in campo andiamo noi. Io non posso prendere in braccio tutti. Io do una mano, parlo, ma ognuno ha il suo carattere e io arrivo fino a un certo punto. C'è chi ha più carattere e chi meno. C'è chi quando sente i fischi magari si nasconde o ha paura”, le sue dichiarazioni. Luciano Spalletti, informato di quanto detto dal suo capitano, ha risposto con le rime: “Bremer non è escluso dalla partita, è dentro come tutti”, ha tuonato l’allenatore bianconero che, di fatto, non ha preso affatto bene le esternazioni del brasiliano. Risultato? Bremer ha chiesto scusa ai compagni di squadra…
Spostiamo l’attenzione su Rabiot. Al termine di Milan-Atalanta, il francese si è espresso in maniera chiara sulla prestazione dei rossoneri: “Sono arrabbiato, non si può crollare così, forse non meritavamo neanche di vincere. Serve di più anche da chi entra in campo nel secondo tempo”. Decisamente non velata la tiratina d’orecchie a chi è subentrato nel secondo tempo, ovvero i vari Hutchinson, Jashari, Estupinan, Loftus-Cheek e, anche se entrato all’84’, Tomori. Di fatto, Rabiot ha puntato il dito contro chi è entrato nella ripresa. Parole forti che hanno portato alle scuse… ah no, niente scuse. Le dichiarazioni del centrocampista della nazionale francese non hanno generato nessuna reazione scomposta in Amorim e/o nella società rossonera. Come mai? Perché ci sono state reazioni tanto diverse nei due casi Bremer e Rabiot?
In primis, la Juventus ha perso mentre il Milan, seppur rischiando nel finale, ha vinto. Inoltre, Bremer si è, diciamo così, tirato fuori dalla questione, non sentendosi colpevole di qualcosa (sul 3-0 biancoceleste ha più di una colpa). Rabiot, invece, era arrabbiato e “dentro la partita”. Tuttavia, la sensazione è che Spalletti e Amorim la pensino in maniera differente su questo tipo di atteggiamenti. Il navigato tecnico toscano ha voluto preservare il gruppo, il tecnico portoghese ha visto in Rabiot il leader che si può permettere di redarguire i compagni, soprattutto i più giovani. Due filosofie differenti, due scelte diverse…
Chi ha ragione? Entrambi, almeno sulla carta. Personalmente, sto sempre con chi ha il coraggio di esternare il suo pensiero, anche se può “ferire” qualcuno. Così facendo, si accende un dibattito nello spogliatoio e si capisce se c’è unità di intenti. Tuttavia, comprendo anche Spalletti che vuole restare fedele al detto: i panni sporchi si lavano in famiglia. Quel che è certo è che Bremer è stato messo alla gogna mentre Rabiot è stato legittimato ancor di più nel suo ruolo di leader. Ogni azione porta a delle conseguenze… Come quella che potete fare tutti andando sul portale www.sportissimomagazine.it. Lì si può fare il download gratuito del numero 2 di Sportissimo (completamente gratis). Nessuno vi riprenderà se lo farete, ve lo prometto!
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