Il volo spezzato di Sante Crepaldi, dalla Serie A al nostalgico ritorno a casa
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Redazione TMW
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21.10.2026 07:24Storie di Calcio
L'esordio memorabile di Crepaldi (8-2-1957) in Serie A, avvenuto nella stagione 1976-77 contro il Catanzaro, rappresenta lo scenario tipico del calcio dell'epoca
Il calcio d’altri tempi è ricco di storie di talenti cristallini, promesse destinate al firmamento della Serie A e poi frenate dalla sfortuna o da scelte di vita radicali. Una delle parabole più intense e nostalgiche degli anni Settanta è quella di Sante Crepaldi, attaccante veneto classe 1957, che a soli vent’anni sembrava avere il mondo del grande calcio ai suoi piedi, prima che una serie di infortuni e il richiamo delle proprie radici ne accorciassero la carriera ad alti livelli.
Dalle valli del Po alla ribalta di Firenze
Nato a Porto Tolle, Crepaldi muove i primi passi nello Scardovari e poi nel Baracca Lugo. Proprio in Romagna si mette in luce giovanissimo, attirando le attenzioni delle big del calcio italiano. Arriva a Firenze a soli 16 anni ed entra in una delle cantere più floride del Paese. Sotto la guida del campione del mondo brasiliano Amarildo, Crepaldi trascina la formazione "Berretti" alla conquista del titolo nazionale nel 1974-75, giocando al fianco di futuri pilastri del calcio italiano come Giovanni Galli e Antonio Di Gennaro. L'anno successivo assapora il campo con la prima squadra, partecipando alla finale vinta del prestigioso torneo Italo-Inglese.Il magico esordio a Catanzaro
Il momento d'oro arriva nella stagione 1976-77, la Fiorentina, guidata in panchina da Carlo Mazzone, deve fare i conti con un'infermeria affollatissima per la trasferta di Catanzaro. Manca persino la stella polare, Giancarlo Antognoni. Mazzone decide di lanciare i giovanissimi: in porta c'è Mattolini, in campo Braglia, Bagnato, Marchi, Sacchetti e, con la maglia numero 11, il debuttante Sante Crepaldi. Quella domenica si trasforma in una favola: la Fiorentina espugna il "Militare" per 1-0 e il gol decisivo porta proprio la firma del ventenne veneto. Poco tempo dopo, Crepaldi si ripete gonfiando la rete anche contro la Sampdoria.Il girovagare e i problemi fisici
Nonostante le premesse e la vittoria del Torneo di Viareggio in maglia viola, gli spazi a Firenze sono stretti. A novembre 1977 Crepaldi si trasferisce in Serie B al Rimini, allenato da Osvaldo Bagnoli, dove realizza 4 reti. L'esplosione definitiva avviene però a Piacenza, in Serie C1: nella stagione 1978-79 si laurea capocannoniere del girone A con ben 17 reti. Quando il ritorno nel calcio che conta sembrava ormai scritto, il destino presenta il conto sotto forma di pesanti problemi fisici. Le esperienze a Fano e il pur ottimo campionato di Serie D a Viareggio (dove segna ancora con regolarità) sono fortemente condizionate dai guai muscolari e articolari.Il precoce ritorno a casa
Nel 1983, stanco delle delusioni fisiche e a soli 26 anni – l'età in cui un calciatore entra nel pieno della propria maturità – Crepaldi compie una scelta di cuore: decide di rinunciare al professionismo e di tornare a casa, nel suo Polesine. Continuerà a divertirsi e a segnare nei campi di provincia con le maglie del Contarina e, infine, dello Scardovari, chiudendo definitivamente con il calcio giocato nel 1988. Resta il grande rimpianto per un attaccante moderno che avrebbe meritato ben altri palcoscenici. Dalle cronache d'archivio e dalle memorie storiche del calcio del Polesine emergono due aneddoti significativi che inquadrano perfettamente la figura di Crepaldi: 1. Il gran rifiuto a Roma e Cesena: Quando Crepaldi militava nel Baracca Lugo a 16 anni, segnando 19 reti nel torneo Allievi Regionali, il talent scout Cavalcanti lo mise davanti a un bivio proponendogli il salto nei professionisti. Gli chiese a bruciapelo: "Vuoi andare alla Roma, al Cesena o alla Fiorentina?". La risposta del giovane Sante fu immediata e senza esitazioni: "Scelsi la Fiorentina, perché all'epoca era il numero uno indiscusso nei settori giovanili". 2. Il "mistero" del tandem con Fiorini: Durante il suo secondo anno a Piacenza, la dirigenza decise di affiancare a Crepaldi (fresco capocannoniere) un bomber di razza come Giuliano Fiorini (futuro idolo della Lazio), convinta di aver creato una coppia da Serie B. Fiorini fece benissimo segnando 21 gol, ma l'intesa tattica e personale tra i due non decollò mai del tutto, trasformando quella stagione in un piccolo "mistero" sportivo per i tifosi biancorossi, con la squadra che disputò un campionato molto al di sotto delle aspettative generali.Altre notizie
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