Arbitri e Orsato, che disastro. Il VAR è un vero caso: non serve a nulla se non viene utilizzato. La Juve sprofonda, ma siamo sicuri che sia Spalletti il problema? Il Napoli di Allegri è risorto e domenica può "eliminare" i bianconeri
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Lorenzo Di Benedetto
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ieri alle 23:35Editoriale
autore Lorenzo Di Benedetto
28.10.2026 23:35Editoriale
Gli arbitri, il VAR, la crisi senza fine della Juventus e la risurrezione del Napoli. Tutto questo in una sola serata di Serie A, nel primo turno infrasettimanale di questa stagione. Andiamo con ordine e partiamo dal primo argomento, chiaramente legato anche al secondo. Purtroppo, e lo sottolineiamo, quello che è successo alla prima giornata di campionato, con il fallo non fischiato di De Bruyne su Vasquez in Genoa-Napoli, ha tracciato una linea, sbagliata, che sta continuando a creare problemi, settimana dopo settimana. Abbiamo parlato dell'azione del primo gol del Como contro la Fiorentina di dieci giorni fa, poi dei due rigori, uno più clamoroso dell'altro, non fischiati a Thuram contro Bologna (dove fu addirittura ammonito per simulazione) e, ancora, Fiorentina, fino ad arrivare al pomeriggio che ci siamo appena lasciati alle spalle, con la rete del vantaggio dell'Inter a Venezia viziata da un fallo clamoroso di Carlos Augusto su Sohm a inizio azione. Così non va, non è accettabile. Troppi errori sul campo, ma la cosa ancora più grave è che nessuna di queste azioni è stata rivista dall'arbitro con l'on field review. A Lissone hanno osservato tutto, questo è giusto ricordarlo, ma nessuno, dalla sala VAR, ha pensato fosse il caso di richiamare i vari direttori di gara al monitor.
Ecco, Orsato, che ha preso il posto di Rocchi come designatore, è molto fiero dell'operato dei "suoi" arbitri, ma siamo noi, tutti, a non essere contenti della piega che si sta prendendo, tifosi compresi. Quello che ci chiediamo è molto semplice: se il VAR esiste, e ha risolto molti problemi da quando è stato introdotto, perché non viene utilizzato? Questa nuova linea decisa dall'AIA non ha senso e qualcuno prima o poi dovrà prendere la decisione di fare un passo indietro. Le nuove regole IFAB stanno rendendo il gioco molto più scorrevole, le perdite di tempo si sono quasi azzerate, ma la gestione del VAR è un'altra cosa e deve essere cambiata. Senza se e senza ma.
La Juventus sprofonda: ma il problema è davvero Spalletti?
Passiamo adesso al tema numero due: la Juventus. La sconfitta contro il Genoa a Marassi è stata clamorosa e pesantissima. In un colpo solo sono stati cancellati i passi in avanti fatti soprattutto nel primo tempo della gara contro il Lecce di domenica scorsa. Nei prossimi giorni si apriranno mille processi intorno al mondo bianconero e il primo a salire sul banco degli imputati sarà, inevitabilmente, Luciano Spalletti. Il tecnico è sotto accusa, com'è logico che sia, ma siamo sicuri che il problema della Juve sia davvero l'allenatore? Certamente Spalletti ha sbagliato molto e non è riuscito a dare un'identità chiara alla sua squadra. Non siamo certo noi a dover dire se meriti o meno l'esonero, ma nel caso in cui si decidesse di cambiare esisterebbe un tecnico che sarebbe in grado di cambiare la rotta di una squadra del genere? Il pensiero va ad Antonio Conte, facile. Nella sua carriera l'allenatore salentino ha scritto pagine importanti facendo anche alcuni "miracoli", ma con questa rosa non è detto che potrebbe riuscire a replicare. La Juventus è stata costruita male, il centravanti non esiste, il centrocampo è leggerissimo, Cambiaso sembra essere un clone, più scarso, di quello che era entrato nel mirino del Manchester City, la difesa non è solida, gli esterni d'attacco sono tutto fumo e poco arrosto. E potremmo continuare a fare questo elenco per ore e ore. Come uscire da questo caos? Domanda che non ha risposta, ma la stagione della Juve sembra essere già compromessa e la sensazione è che anche quando rientreranno Yildiz, Thuram e Locatelli le cose faranno fatica a cambiare. Non ci dimentichiamo, infatti, che con loro in campo la Juventus ha fallito la qualificazione in Champions l'anno scorso. Il mercato è stato fallimentare, inutile girarci intorno e anche i pochi giocatori che davano garanzie, come per esempio Bremer, McKennie e Kalulu, sono tutti involuti. Il cambio in panchina potrebbe servire? Forse sì, ma non ci sarebbe nessuna certezza sul cambio di marcia, questo è bene ribadirlo.Il Napoli di Allegri è risorto: domenica la prova del nove
Infine il Napoli. Dopo un primo tempo difficile a Monza, terminato sull'1-1, la squadra di Massimiliano Allegri, oggi squalificato e sostituito in panchina da Landucci, è tornata in campo dagli spogliatoi con il coltello tra i denti e alla fine è riuscita a spazzare via i brianzoli, ritrovando anche, forse in maniera definitiva, il sorriso di Kevin De Bruyne. Gli azzurri, a Monza, sono stati squadra, hanno sfruttato i momenti, hanno saputo soffrire e sono risorti dopo un periodo non semplice. Domenica per Allegri, che vedrà la partita dalla tribuna per la seconda volta consecutiva, ci sarà la prova del nove definitiva, a Torino contro la Juventus. Una partita che avrà un valore doppio: da una parte, come abbiamo detto, sarà il banco di prova che ci dirà se il Napoli è definitivamente guarito, dall'altra ci sarà l'occasione, proprio per i partenopei, di "eliminare" la Juventus. Eliminare, sì, perché la classifica parla chiaro e soprattutto perché un'altra batosta manderebbe probabilmente ko i bianconeri. Questione di giorni, questione di sensazioni. Il Napoli sorride e può far piangere davvero la Juventus di Luciano Spalletti.Altre notizie
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