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Frosinone, Salvini: "Se lavoriamo bene, le cose andranno nel verso giusto"TUTTOmercatoWEB
giovedì 26 settembre 2019, 22:00Primo piano
di Christian Pravatà
per Tuttob.com
fonte www.frosinonecalcio.com

Frosinone, Salvini: "Se lavoriamo bene, le cose andranno nel verso giusto"

In casa Frosinone oggi Ernesto Salvini ha risposto alle domande dei cronisti. Che inevitabilmente hanno toccato argomenti già trattati dal direttore dell’Area Tecnica.

E’ chiaro che da parte della Società e sperabile si faccia qualcosa per cambiare il corso degli eventi. Ci ragguaglia sulle condizioni degli infortunati?

“Stiamo facendo quello che abbiamo sempre fatto, con la massima attenzione. Due anni fa, quando andammo per la seconda volta in A, ci sono stati momenti duri e difficili. Eppure abbiamo cercato di far trasparire serenità all’esterno. Siamo stati bastone e carota e siamo riusciti a mettere in asse tutto. Ma era molto più semplice. Quest’anno la difficoltà l’abbiamo posta noi, chiedendo un modulo diverso, lo spettacolo. E sarebbe da incoscienti non insistere su un progetto iniziato e farlo condividere da tutti. Riguardo ai problemi fisici dei calciatori, tranne Dionisi che ha due costole rotte che prevedono almeno 20 giorni di stop ma tutto dipende anche dalla soglia del dolore e conoscendo Federico crespo che in 10 giorni sarà di nuovo in campo ad allenarsi. Rohden ha avuto un piccolo problema che ha rallentato l’inserimento ma ora è tutto ok. Szyminski sappiamo cosa ha avuto, ha ripreso comunque la parte atletica e per il problema che ha avuto (frattura scomposta alla mandibola, ndr) dovrà attendere qualche giorno per tornare in gruppo. Il ragazzo ha circa 30 viti nella mandibola dopo l’intervento. Bardi è uscito ieri dall’ospedale, abbiamo vissuto qualche frazione di secondo di paura perché dal pronto soccorso dell’ospedale di Perugia trapelavano notizie non rassicuranti. Tornerà qui tra domani e dopodomani, farà visita dal neurologo e verrà valutato il suo rientro”.

Sul suo telefonino, all’applicazione whatsapp c’è un motto: “Meglio il pianto per una sconfitta che la vergogna per non aver lottato”. Contro il Perugia e talune volte in precedenza il Frosinone non ha lottato oppure ha lottato poco. Cosa ci dice, inoltre, in merito alla voci di presunte frizioni tra i giocatori?

“Quella frase è sul mio telefonino da due stagioni. La prestazione di Perugia va estrapolata, è stata brutta. Ci fa fare passi indietro rispetto alle altre gare, ai momenti di buon calcio che eravamo riusciti a sciorinare. Probabilmente dovuta ad una crisi di rigetto ma che prelude ad un rafforzamento della bontà del lavoro che si sta svolgendo. Ma nella squadra non c’è alcuno tipo di frizione. Il tecnico accetta e ama il dialogo, siamo passati attraverso chi nemmeno lo faceva. Rispetto allo scorso anno, anche i nuovi si sono inseriti meglio e con grande volontà. Per me è solo un percorso più complicato da superare. Una cosa è vera: hanno lavorato tutti tantissimo. E non è giusto parlare di condizione atletica. A Perugia dateci il nostro, il rigore che ci avrebbe portato al 2-2, e parleremmo di un altro Frosinone. Anche se il tema in discussione non sarebbe cambiato perché siamo in ritardo sia sotto l’aspetto dei punti che dello sviluppo del calcio che abbiamo in mente. Ma sono sicuro che la serenità ci permetterà di arrivare all’obiettivo. E finché c’è la possibilità di proteggere questo progetto dovremo sforzarci per mantenerlo. Fino a quando quello che sto prevedendo vedremmo che non si può realizzare”.

Tutte queste novità dal punto di vista non pensa che stiano creando confusione nei giocatori che già ne hanno per conto loro? La Società cosa dice al tecnico in questo caso? 

“Il modulo è una caratteristica che contraddistingue la squadra. Nelle passate stagioni ci era venuto il dubbio che il 3-5-2 fosse il modulo migliore ma ci siamo resi conto che dava poca possibilità offensiva. Al tecnico non è stato detto “continua a fare quello che vuoi” ma “continuiamo a fare il lavoro che è stato impostato”. A Perugia qualcosa si è sbagliato, anche lo stesso Nesta lo ammetterebbe se fosse qui. Ma non è gettando alle ortiche tutto che secondo me si ottiene il risultato. Il cambiamento in corsa del modulo martedì sera (dal 4-3-1-2 iniziale al 3-5-2, ndr) era dovuto all’inerzia di quella partita. Non è tanto il modulo alla fine ad incidere ma la dislocazione dei giocatori in campo in base alle loro caratteristiche a fare la differenza. Quando c’era la possibilità di palleggiare dopo il rigore negato, abbiamo fatto quello che si era iniziato a fare nelle partite precedenti. Quindi a giocare la palla, cosa che non avevamo fatto nel primo tempo. Consideriamola una giornata più storta delle altre ma non deve essere sufficiente a rimettere in ballo le strategie tattiche e aziendali”.

Rispetto a quanto programmato, che giudizio dà sulla situazione di classifica?

“L’argomento è stato trattato in precedenza. Se non ci eravamo fissati una stagione da protagonisti oggi non saremmo qui, avremmo scelto altre strade ed altri calciatori come molti nostri ragazzi che sono in giro in altri club. Invece la Società ha fatto scelte ed investimenti importanti. E’ chiaro che c’è debito d’ossigeno a livello di punti. Ma ci sono mancate un pizzico di fortuna su eventi esterni alla partita (capitolo infortuni, ndr) o interni alla gara (la gara di Chiavari da vincere 4-0 e che si è persa, ndr). La precisione nel concedere rigori sacrosanti ad altri non ha fatto il paio con l’altrettanta precisione nel concedere rigori netti a noi. Tutte cose che ostacolano un percorso. Ma se si lavora bene sono sicuro che tutte queste cose volgeranno nel quadrante positivo. Per superare questo momento noi tutti dobbiamo continuare a fare il nostro dovere per rispetto dei sentimenti della gente. Il progetto è sano e deve crescere e per farlo ha bisogno di serenità”.

Non crede che il tempo che passa, possa costituire un alibi?

“Detto al momento attuale no, fra cinque giornate forse sì. Ma se c’è una cosa che so far bene è catalizzare le responsabilità e le cose non positive su me stesse. Non mi ritroverai, non sarei io a ripetere queste stesse cose tra 5 giornate. Al momento sono prese di coscienza, sono riflessioni. Non sono alibi. In questo momento dobbiamo sforzarci affinché il progetto tecnico decolli e si pianifichi. Qualora così non fosse, le mie sarebbero parole di un imbonitore che non sa fare il proprio mestiere. E’ chiaro che questo progetto deve avere tutto il tempo per pianificarsi. Poi, come ho detto, ci sono tante altre soluzioni”.