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La decisione che ha cambiato tutto: Ghedjemis, il no al Celtic e la A a FrosinoneTUTTO mercato WEB
ieri alle 08:15Serie A
di Marco Conterio

La decisione che ha cambiato tutto: Ghedjemis, il no al Celtic e la A a Frosinone

Il Frosinone sorride. Perché vola in Serie A, perché torna a respirare l'aria del calcio d'elite. Dalla quasi retrocessione a una forza di volontà, e di gruppo, che ha permesso ai ciociari di conquistare la promozione all'ultimo tuffo vincendo la corsa contro il Monza. E dietro a questo ci sono anche delle scelte, fatte dal club, fatte dalla proprietà, fatte dall'allenatore ma anche dai giocatori stessi. Come Fares Ghedjemis, che è stato una delle armi decisive per il Frosinone in questa storica cavalcata. Trentasette partite giocate, quindici gol segnati, tre assist, tantissima qualità. E a gennaio avrebbe potuto salutare, andare altrove. "C'era concretamente l'offerta del Celtic Glasgow e, come tutti i giocatori sanno, la filosofia del Presidente Stirpe è quella di non considerare Frosinone come una prigione". Piero Doronzo ha parlato a Radio Sportiva ed è stato molto chiaro sulla scelta del franco-algerini. "Perderlo voleva dire rischiare di perdere un pezzo importante ma Fares voleva restare per provare a vincere il campionato: la sua volontà e il coraggio del Presidente hanno premiato". Frosinone è piena di storie mercato. Di ragazzi che ora "hanno visto duplicato il valore di mercato", come dice Doronzo per Ghedjemis. Come Giorgi Kvernadze, georgiano sognando Kvicha. Come Giacomo Calò, ventinovenne leader del centrocampo. Come Lorenzo Palmisani, profeta in patria come Gabriele Bracaglia. Per Ghedjemis adesso ci sarà la fila, in estate. Il Celtic, chissà se tornerà a farsi sentire. Ma tra Francia e Serie A le richieste arriveranno. Cosa deciderà stavolta l'esterno d'attacco, tra i top di questa B?