Raimondo racconta la tripletta: "Il 3° il più bello. Doppia finta sul 2°? Temevo la figura di merda"
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Niccolò Righi
Niccolò Righi
Oggi alle 18:45Serie A
autore Niccolò Righi
17.10.2026 18:45Serie A
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Il capocannoniere della Serie A è italiano e gioca in una neopromossa. Antonio Raimondo sta brillando e trascinando il Frosinone: sette reti in campionato, tra cui la tripletta nell'ultima uscita contro il Sassuolo. Numeri da protagonista assoluto, che certificano il momento straordinario dell'attaccante, che oggi ha parlato ai microfoni di Radio Deejay.
Queste le sue parole: "Come ho detto anche ieri, cerco sempre di dare il massimo, di seguire le idee del mister e di dare una mano alla squadra. Poi, ovviamente, quando fai gol fa sempre piacere, però l'attaccante vive per il gol e sono contento di questo momento, ma c'è ancora tanto da lavorare. Il gol più bello contro il Sassuolo? L'ultimo, perché dai, fare tre gol è speciale, quindi penso l'ultimo sia più bello. La doppia finta sulla prima rete? Per non fare una figura di merda. Ho visto che il portiere era andato a terra e, per assicurarmi, ne ho fatta pure un'altra, per essere sicuro".
Parlando della sua crescita, ha spiegato quanto abbia contato Massimiliano Alvini nel percorso a Frosinone: "A Terni avevo 18 anni, ho fatto benissimo il girone d'andata e male quello di ritorno. Quando ho incontrato Alvini qui a Frosinone devo dire che mi ha cambiato anche come giocatore, perché mi martella sempre tutti gli allenamenti e ho trovato anche una certa continuità. Penso che questa sia la cosa fondamentale: un periodo buono possono avercelo tutti, però la continuità penso sia la cosa fondamentale per un giocatore. Ho fatto anche più esperienza, quindi penso anche quello mi abbia aiutato. Under 21? Baldini è una bellissima persona, non posso dirgli nulla".
Raimondo ha poi raccontato il lavoro che fa per farsi trovare sempre al posto giusto nei pressi dell’area: "Ci credo sempre, anche su palloni che magari possono sembrare inutili, perché comunque mi aspetto sempre l'errore, la respinta o la palla che rimane lì. Questo penso di averlo e cerco di migliorarlo, perché anche quello si migliora".
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