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Genoa, De Rossi: "Alleno per vincere. Ekuban e Norton-Cuffy ok, Baldanzi è out"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 14:20Serie A
di Alessio Del Lungo

Genoa, De Rossi: "Alleno per vincere. Ekuban e Norton-Cuffy ok, Baldanzi è out"

Tra 2 giorni il Genoa sfiderà l'Atalanta a Bergamo e Daniele De Rossi, tecnico del Grifone, è intervenuto in conferenza stampa. Di seguito le sue dichiarazioni riportate da Buoncalcioatutti.it: Quanto è importante fare un punto per salvarsi matematicamente? "Dobbiamo fare i punti. Non per la matematica, anche se è fondamentale. La salvezza l’abbiamo già raggiunta un paio di settimane fa. Abbiamo visto i dati nostri e loro, che ci dicono che abbiamo giocato alla pari. Dobbiamo fare altrettanto con l’Atalanta, che abbiamo affrontato due volte e abbiamo sempre perso, giocando forse 20 minuti in parità numerica su 180. Dobbiamo capire perché, vuol dire che loro attaccano bene lo spazio e si inseriscono bene. Se abbiamo questa aggressività rischiamo di scoprirci, cerchiamo di giocare undici contro undici". Qual è il vostro obiettivo? "Dal primo giorno in cui alleno cerco di vincere. Ogni partita si può vincere e ha le sue chiavi di lettura e le sue strategie per poterla vincere. Sappiamo che possiamo anche perdere contro squadre meno forti. L’obiettivo è quello, mantenendoci come squadra anche senza la disperata necessità di punti perché vedi il baratro alle spalle. Credo sia una grande prova di maturità che abbiamo già dimostrato contro il Como e che dobbiamo continuare a dimostrare, anche perché affronteremo squadre fortissime o in lotta come il Lecce". Il Genoa non vince da 10 anni contro l'Atalanta. "Hanno fatto nove anni di continuità con lo stesso allenatore, che è molto forte. La società ha prodotto tanti giocatori dal settore giovanile, sono risorse per la prima squadre e plusvalenze. L’ha fatto costruendo uno stadio importante, si tratta di un percorso lungo e lineare che solo le grandi società riescono a fare. Ovviamente accompagnate da una progettazione duratura che ti permette di sistemare gli errori fatti l’anno prima. Sono cresciuto che l’Atalanta era una squadra che faceva ascensore tra A e B, adesso è una squadra europea". Rode ancora il ko dell'andata? "Lì per lì ti brucia e ti fa male. Anche un punto in quella situazione poteva fare la differenza, per fortuna non è stato così. Quel giorno ero entrato negli spogliatoi e avevo detto che se fossimo stati questi ci saremmo salvati. Poi lo abbiamo dimostrato e ci siamo salvati". Come stanno gli infortunati? "Ekuban rientra, si allena con noi da un paio di giorni. Anche Norton-Cuffy, nessuno dei due giocherà dall’inizio. Hanno un’autonomia ben precisa, ho voglia di farli giocare. Baldanzi è fuori, non mi sembra ci siano altri infortunati. Bijlow fin da subito ha fatto capire che non era un infortunio di grande entità". L'Atalanta è un esempio da seguire? "Sono quelli gli esempi, come il Bologna. Ci sono sempre state queste realtà. Anche il Palermo negli anni miei era un big, anche il Chievo con la sua struttura. La differenza è che l’Atalanta e il Bologna danno continuità a quel percorso lì. Quello è l’obiettivo. L’Atalanta l’ha fatto nel tempo sapendo dare continuità ai risultati e agli investimenti. Si è trasformata in una squadra che buttava dentro giocatori fino a comprare giocatori a 40 o 50 milioni. L’ha fatto gradualmente. In questo momento è un obiettivo, ma è molto lontano". Come ha vissuto le ore a Ostia? "È stata una domenica unica. Ho la fortuna e la sfortuna di seguire due squadre, Genoa e Ostiamare. Quando le cose vanno bene è sempre positivo, anche se noi abbiamo perso. Ho sempre ripetuto che sarebbe stato un sogno salvare il Genoa e ottenere la promozione con l’Ostiamare. Tornare a casa è stato emozionante, vedere quei giorni. Per me non è solo un discorso di ego, ma anche familiare. Anche vedere i clacson in giro per Ostia con i fumogeni, cose che siamo abituati a vedere sul lungotevere con Roma o Lazio. C’erano 400 o 500 tifosi in corteo. Ci ha fatto sentire importanti, daremo continuità a questa grande gioia con attenzione, amore, appartenenza che ci ha fatto iniziare questa avventura". Cosa vorrebbe rivedere di quel Genoa ammirato contro l'Atalanta all'andata? "Abbiamo citato la qualità del coraggio. In 10 contro 11 contro una squadra difficile da battere anche in 11 abbiamo pressato, siamo andati ad aggredire. Il tutto senza paura e fare i conti matematici. Non ci siamo spaventati. Abbiamo anche creato due o tre occasioni clamorose, è tutto coraggio. Non significa essere sprovveduti, ma avere sempre voglia di andare a fare gol. Ci siamo spesso messi in blocco basso, senza scoprirci. In quel blocco basso siamo riusciti a non concedere quasi niente agli avversari". Quanto è cresciuto Ekhator? "Cresce a vista d’occhio, si allena finalmente come un campione. Ognuno ha i suoi limiti e i suoi tempi per raggiungere la maturità professionale, è un ragazzo ben voluto da tutti. Fisicamente ha una forza selvaggia, grande elasticità ed esplosività. Sarebbe grave se un allenatore o una società disperdessero tutto questo. Sa muoversi, attaccare lo spazio e gestire la velocità. Deve avere continuità, avere organizzazione tattica difensiva. Sta lavorando tantissimo. Tra qualche anno varrà decine e decine di milioni di euro". Ci parli di Grossi. "Ho visto che è tornato, anche se domenica non era stato benissimo in campo con la Primavera. A me piace, me l’ero perso nella prima parte di stagione perché era infortunato e non si era mai allenato con noi. Sta diventando parte del gruppo, non so se giocherà o meno non lo so. Ma è uno dei primi se penso alla Primavera, insieme a Lafont a centrocampo sta facendo molto bene". Aveva detto che voleva far riposare i nazionali. "Volevo io parlare con loro e capire le loro condizioni. In questa situazione di classifica dobbiamo tenere conto della situazione di un nostro giocatore e della sua carriera. Il Mondiale deve essere giocato al top, Vasquez lo gioca da locale, per Leo sarà importantissimo e speriamo possa andare anche Bijlow. Io sono stato giocatore e collaboratore in Nazionale, sono sensibile al tema. Il Genoa viene prima di tutto, noi dobbiamo fare i punti che ci servono per salvarci. Credo che li abbiamo fatti. Ma stiamo parlando di giocatori che non hanno mai saltato un minuto di allenamento, Vasquez ha giocato più di 3000 minuti. Noi un pochino glielo dobbiamo. Vogliamo che arrivi in ottime condizioni al Mondiale, sarebbe importante per il Genoa. Il ragazzo se lo merita, con Leo sono instancabili e daremo loro un po’ di spazio". L’Atalanta è una partita da Colombo? "Non lo so se è una partita da Colombo. Dobbiamo fare una partita che vada a giocare sulle loro caratteristiche, che non sono lontane dalle nostre anche se lo giocano da dieci anni. Noi lo stiamo facendo da qualche mese, credo lo stiamo facendo bene. Quando giochi partite come queste serviranno qualità fisiche. Colombo può essere un’arma, ogni partita è una partita da Colombo. Ha sempre risposto alla grande". Il Genoa sembrava l'Atletico di Simeone contro il Como. "Noi l’abbiamo preparata molto difensivamente. Se fossimo stati aggressivi al punto giusto li avremmo tolto il pallone, per non farli pareggiare troppo. Potevamo essere pericolosi e così è stato, come l’occasione con Vitinha e quella con Amorim, dove se avrebbero fischiato il rigore nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Ci vuole aggressività e conoscenza degli avversari. Se non dai una giusta copertura rischi di essere troppo scoperto. Abbiamo gestito bene la palla quando l’avevamo. Il possesso palla è un numero, ma ti fa capire che non abbiamo lasciato completamente palla a loro. Ho fatto vedere le statistiche del Como contro Inter, Roma e Juventus e dal punto di vista dei numeri abbiamo fatto una partita migliore. Posso essere soddisfatto di tutto tranne che del risultato. Ho fatto gli esempi a Vitinha, che ha rubato una palla ed è scivolato, ha rubato la palla al difensore del Napoli conquistando un rigore e una al difensore dell’Inter segnando il gol. Se noi siamo questi e andiamo forte, credendo nell’errore degli avversari, porteremo a casa punti. Non sempre scivoleremo. Possono sembrare errori avversari, invece è coraggio nostro". Dite ai difensori di marcare a uomo? "Abbiamo fatto una partita giusta, non che noi abbiamo schiacciato il Como o che strameritassimo. Il nostro obiettivo è fare partite così anche contro squadre più forti. Dobbiamo andare in questa direzione. A volte possiamo andarli a pressare, ogni partita ha la sua lettura. A volte le strategie funzionano, a volte meno. Con il Como gli episodi non ci hanno dato merito, è un peccato. Ma non è solo sfortuna. Noi non facciamo né uomo né zona, facciamo a uomo nella zona. L’uomo va toccato, visto, seguito. Ma può succedere, soprattutto se mettiamo un giocatore un po’ fuori posizione. Otoa è un ragazzo incredibile. Non avrei metterlo nel centro-sinistra e non l’ho messo nelle migliori condizioni per giocare, ci dividiamo al 50-50 le colpe del gol". L’Ostiamare diventerà una squadra satellite del Genoa visto che lei conosce a menadito la Primavera del Genoa? "No. L’Ostiamare è l’Ostiamare. Ha un’identità sua, non sarà mai satellite del Genoa o della Roma. Non sarà queste sciocchezze che leggiamo sui social. Siamo arrivati lì giocando con qualche prestito da altre squadre e i nostri giovani della Juniores. Giocheremo in Serie C l’anno prossimo. Andremo a pescare ragazzi dalle Primavera, considerando anche i rapporti che abbiamo. Sto guardando quelli di tante altre squadre con cui abbiamo ottimi rapporti, come Genoa o Roma. Sfrutterò le mie conoscenze come facciamo tutti quanti, ma la bellezza di quel progetto è che non vogliamo essere la succursale di nessuno. Siamo piccoli, dobbiamo creare le strutture e aspettiamo che la burocrazia ci dia il via libera perché siamo pronti. Noi nel nostro piccoli costruiamo giocatori e il costruiamo. Il nostro obiettivo sarà fare i campionati con i calciatori cresciuti da noi".