Così Nicola ha convinto il Venezia a cambiare pelle: a Genova con le idee chiare
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Daniele Najjar
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Oggi alle 07:49Serie A
autore Daniele Najjar
25.10.2026 07:49Serie A
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Il Venezia non sarà ancora guarito, ma è vivo. Come ha fatto Davide Nicola ad entrare subito e con una presa così forte nello spogliatoio? La squadra vista una settimana fa contro il Napoli è sembrata lontana parente di quella che nell'ultimo anno e mezzo ha inseguito una filosofia di gioco completamente differente. Probabilmente Nicola è arrivato nel posto giusto, ma soprattutto al momento giusto.
Immaginate se fosse arrivato a Venezia, per esempio, ad inizio stagione. La squadra aveva appena vinto il campionato di Serie B dominando su ogni campo e con dei giocatori che evidentemente erano convinti per davvero di poter mantenere quel tipo di identità anche in massima serie. Che sia possibile o meno non sta a noi dirlo, di certo però qualcosa non ha funzionato nelle prime sei gare, non solo per colpe proprie.
E allora, pur con il massimo rispetto per ciò che Stroppa ha fatto per la storia di questo club, Nicola ha potuto trovare terreno fertile per trasmettere subito le sue idee. I giocatori stessi hanno visto che era necessario difendere in maniera differente. E una volta trovata compattezza, magari torneranno anche utili certi dettami lasciati in eredità da Stroppa negli ultimi 30 metri, pure se si arriverà in quella zona di campo per vie diverse, evidentemente.
"Dobbiamo partire dal presupposto che dobbiamo imparare attraverso molti allenamenti per avere comportamenti che già ho chiesto nella partita contro il Napoli. Nella quale i ragazzi sono stati bravi a metterci anche del loro in termini di attenzione e compattezza", ha detto l'allenatore in conferenza, in vista della gara contro il Genoa.
Nella quale ritrova Busio e Bella-Kotchap, entrambi in panchina, con Mazzocchi che scalpita a sinistra. E nella quale il Venezia arriva con le idee chiare su cosa serva fare per provare a raccogliere altri punti dopo i tre strappati al Napoli: "L'interpretazione che dovremo dare alla partita contro il Genoa è soprattutto nel continuare in un concetto molto semplice, ma che non è mai di facile attuazione: la capacità di mantenersi corti e compatti sia nel momento in cui ci troviamo a difendere, che ad attaccare. La stessa compattezza dobbiamo trovarla anche quando noi siamo in una metà campo altrui", ha spiegato Nicola.
Davanti ancora Akor Adams, con lui Yeboah. Che però deve stare in guardia dalla voglia di dimostrare di Rrahmani: a molti è parso insolito il cambio deciso da Nicola contro il Napoli. La via della doppia punta non rimarrà un esperimento solitario, considerando anche che a novembre rienterà Adorante. Un passo alla volta: c'è il Genoa e il Venezia arriva con la fame di chi sa di poter dire ancora la propria.
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