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Genoa, De Rossi: "Chiedo una crescita dell'ambizione, ma non montiamoci la testa"

autore
Andrea Piras
Fonte: dal centro sportivo "Gianluca Signorini", Genova
Oggi alle 13:33Serie A
autore Andrea Piras
06.11.2026 13:33Serie A
Le parole del tecnico rossoblù all'antivigilia della sfida contro il Milan di domenica 8 novembre alle ore 15 al "Ferraris"
12.25 - Dopo la settimana perfetta con le vittorie contro Venezia, Juventus e Lecce, il Genoa torna in campo davanti al suo pubblico. Domenica prossima arriva il Milan di Ruben Amorim per chiudere il cerchio prima della sosta per le Nazionali. In vista della gara del "Ferraris", il tecnico rossoblù Daniele De Rossi interverrà in conferenza stampa dal centro sportivo "Gianluca Signorini" di Pegli. Segui la diretta testuale su TUTTOmercatoWEB.com. 13.04 - Inizia la conferenza stampa di Daniele De Rossi. Cosa vi ha dato questa settimana? "Ci ha dato un po’ più di tempo per preparare la partita. Un piccolo vantaggio in più rispetto al Milan. Abbiamo spinto un pochettino mentre la settimana scorsa abbiamo gestito i carichi. Siamo andati un po’ più nel profondo per analizzare quello che vogliamo fare e quello che abbiamo fatto. E’ questo il momento in cui le cose vanno analizzate, quando le cose vanno molto bene o molto male, e con un po’ di tempo in più abbiamo toccato questi aspetti". Il Milan ha avuto picchi altissimi ma anche battute d'arresto come quella di ieri sera. "Lo abbiamo guardato sotto l'aspetto tecnico-tattico. Valuto quello che vedo in campo, i giocatori che hanno. E credo che siano una rosa tra le prime tre del campionato, sono molto forti e costruiti nel modo che a me piace tanto. Il derby lascia scorie positive anche se ieri hanno avuto una partita molto difficile". TMW - Sono rientrati in gruppo Venturino e Havel. Nel ruolo di trequartisti ora hai scelta. "Vorrei portarli in panchina ma non con un ruolo di spettatori ma partecipi del gruppo. Sono due giocatori importanti per caratteristiche. Havel è una punta importante. Venturino può saltare l'uomo, ha gamba". TMW - Come si gestisce una settimana di euforia così? "La gestiamo alla stessa maniera, ovviamente andiamo un po' dosare. Quando fuori c’è negatività l'abbiamo dosata per mantenere l'equilibrio. E lo facciamo guardando i numeri e abbiamo cercato di spostare l'attenzione su quanto di buono fatto nelle prima cinque partite. E in questo momento bilanciamo Il nostro mondo è un po’ pazzo, oscilla in maniera molto veloce e dobbiamo mantenere i piedi per terra. Questa squadra si allena sempre bene. Dal nostro punto di vista del guardare lontano mi piace ma il nostro obiettivo è fare una bella partita con il Milan. Ma visto che è recente il momento di contestazione che non possiamo dimenticarcene. La strada è ancora lunga". Manterrai un blocco con il 4-4-2 contro una squadra molto forte sulle fasce? "A Lecce abbiamo fatto anche nel primo tempo la fase di blocco basso con il 4-4-2. Wiafe ha fatto una grande partita però non erano molto oliati i meccanismi con Ellertsson. In fase offensiva possiamo continuare a giocare con questo modo di attaccare le fasce. Loro sono forti però perché anche dentro al campo sanno giocare, basti vedere i loro centrocampisti. Dobbiamo essere perfetti come lo siamo stati con la Juve, anzi forse di più. Loro hanno anche tanti cambi a prescindere dall'interpretazione del nostro modulo". Avete vinto tre partite di seguito. Il Genoa non ne vince quattro dall’anno migliore con Gasperini. Quanta voglia c’è di continuare questa striscia anche se l’asticella è sempre più alta? "Gli stimoli ce li prendiamo. Le statistiche sono micro-obiettivi in un macro-obiettivo che è salvare il Genoa. Sono piccoli stimoli che andiamo a snocciolare fermo restando che giochi in casa contro il Milan. Noi dobbiamo fare il nostro campionato per la nostra classifica". Le prime mezz’ore son sempre state forti. Al di là degli otto gol su dieci ma anche col Frosinone in casa eravate partiti forte. "Lo è in quello stadio lì e lo è in generale. Partire bene dà un imprinting importante alla partita. Con la Juve siamo stati in partita per 90 minuti ma l’approccio sarà così". E' da un anno che è tecnico del Genoa. "Dopo la Roma è il club dove sono stato di più. Rimane qualcosa di presente e tangibile e spero anche nel futuro. Rimarrà sempre qualcosa di importante nella mia vita quello che è il Genoa e quello che rimarrà nella mia mente. E’ un club che mi affascinava dal primo giorno, uno stile di vita e un modo di tifare e di volersi bene che mi ha conquistato. Lo avrei detto anche se la ricorrenza fosse accaduta alla quinta di campionato. Al di là dei social, di cui abbiamo già parlato, allo stadio o in corso Italia non ho mai ricevuto manifestazioni di dissenso. I genoani mi hanno sempre trattato da dio e cerco di restituire quello che mi danno". In alcune occasioni hai schierato tutta la qualità, in altre invece hai tenuto i colpi più tecnici in panchina a gara in corso. Hai già un'idea su come affrontare il Milan domenica? "Se non avessi idee a due giorni dalla partita sarebbe preoccupante (sorride ndr). Stiamo valutando sia l’aspetto tecnico che quello mentale e fisico dei nostri avversari. Valutiamo un po’ tutto. Dobbiamo fare una partita seria. Non dobbiamo montarci la testa, siamo una squadra di medio-bassa classifica, sono i numeri che lo dicono non voglio sminuire il Genoa, e loro sono una grande squadra. Dobbiamo essere aggressivi ma consapevoli che affrontiamo una squadra che se siamo troppo spavaldi ci fanno male. Non dimentichiamo che il Milan ha battuto la squadra più forte in Italia". Cosa chiedi alla tua squadra di più? Dove può arrivare questo Genoa? "Lo vediamo in corso d’opera. Però può arrivare. Quello che ci ha tirato fuori in questo momento da una situazione momentanea è stato il cuore dei giocatori. E quando c’è questo è una base importante da cui ripartire. Intanto chiedo ambizione, non mediocrità. Accettare un destino non mi piace e non mi riguarda. E i punti che abbiamo fatto lo dimostrano. Se avessimo pareggiato con la Juve nessuno avrebbe detto niente e invece i punti li possiamo andare a raccogliere nelle gare meno agevoli. Chiedo una crescita costante dell’ambizione e del coraggio di andare a vincere le partite a prescindere l’avversario. Poi chiedo anche di giocare meglio la palla. Aumentare la qualità del nostro gioco non ci renderebbe meno pratici ma aumenterebbero ancora di più i dubbi negli avversari. Abbiamo giocatori forti fra le linee e che giocano a centrocampo. Il fraseggio deve essere migliore e una preparazione all’attacco della profondità". Quanto il vostro miglioramento passa dalla crescita di Vasquez e Ostigard? "Il Mondiale leva un po’. Ma è vero anche che Ostigard ad inizio campionato ha marcato Hojlund ed è stato migliore in campo. Bisognava aspettarli, commettevano qualche imprecisione difensivo. Sono fasi, bisogna lavorare. A livello comunicativo abbiamo cercato di levare quella pressione dai giocatori che commettevano errori. Mi sono preso io la respobbailità ma ora mi piace rimarcare quanto di buono stanno facendo. Anche loro devono fare un salto in avanti ma sono giocatori impossibili da non riconoscere come importanti per noi. Sono due capitano ma in questa squadra è un peccato ci sia una fascia sola". 24 anni fa ci lasciava Signorini. "Il ricordo è doveroso. Lo avrei fatto a fine conferenza. Mandiamo un abbraccio alle persone che gli hanno voluto bene. E’ un simbolo che abbiamo nei cartelloni attorno al campo. Non è un caso se c’è anche il suo nome al centro sportivo. Ho ricordi vaghi perché io ero ancora piccolo quando mio padre provava a spiegarmi che in Europa si tifava per le squadre italiane. Non bisogna allenare il Genoa per raccontare la grandezza del personaggio. E' stato un capitano vero, un uomo vero e compagno di squadra leale. Mi avrebbe fatto piacere conoscerlo". Avrebbe preferito vincere incontrare un Milan reduce dalla doppia vittoria nel derby e in Europa o, come ora, con la vittoria nel derby e questa sconfitta in Europa League? "Forse vederli arrivare ubriachi di gioia da due vittorie poteva sembrare un piccolo vantaggio. Considerando i campioni che hanno nel loro spogliatoio saranno ancora più concentrati. Cambia poco. Parliamo di Modric o Rabiot, Maignan, Ramos e Pulisic e un allenatore che ha allenato il Manchester United. Non sono giocatori che se avessero vinto con il Ferencvaros sarebbero venuti a Genova per fare una passeggiata. La interpreteranno al 100% perché è così che fanno i campioni e loro lo sono". Nelle prime cinque partite hai sempre aspettato gli infortunati e difeso chi scendeva in campo. "Aspettare gli infortunati è una necessità più che una scelta. Se i giocatori non ci sono vanno aspettati e motivati. Ringrazio lo staff medico e il mio prof. Non abbiamo lasciato indietro nessuno. E’ innegabile che tante soluzioni possono darti tanti e più fiato. Danno più scelta a me. A Lecce avevo Vitinha e Meichtry e potevo scegliere. Nelle prime cinque partite qualcosa abbiamo sbagliato tutti, ci siamo fatti distrarre dal mercato io in primis. Sono tutte riflessioni che devo fare perché le prossime prime cinque partite non voglio fare un punto (sorride ndr). Parlando con il mio staff mi è stato detto che durante il mercato sembravo diverso". Sempre sul gruppo. Tutti hanno capito che possono giocare. Questa settimana ha dato una prova tangibile che chi gioca può far vincere le partite al Genoa. Iniziamo ad essere tanti. Incontreremo Milan e Inter con Sassuolo in mezzo e poi avremo partita decisive per capire chi saremo a gennaio e che strada intraprende con una settimana piena con la Coppa Italia competizione che vogliamo rispettare". 13.33 - Termina la conferenza stampa di Daniele De Rossi.
Fonte: dal centro sportivo "Gianluca Signorini", Genova

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