Il Napoli e un ritiro mal digerito. Sette anni fa fu ammutinamento e Ancelotti saltò dopo un mese
TMWUn inquietante deja-vu, di quelli che si vorrebbero evitare, ma che questa volta rischia di trasformarsi in realtà. Le ore successive alla sconfitta in Champions League contro il Porto stanno riportando il Napoli indietro nel tempo di esattamente sette anni, a quel 5 novembre 2019, quando una situazione per certi versi simile fece precipitare il club in una delle pagine più buie della sua storia recente. Allora un pari europeo contro lo Strasburgo fu la scintilla che spinse l'allenatore dell'epoca, Carlo Ancelotti, a imporre un ritiro punitivo alla squadra. Una decisione che innescò una frattura profonda all'interno dello spogliatoio, culminata nell'ammutinamento di alcuni dei leader azzurri, che si rifiutarono di prendervi parte. Oggi, a distanza di anni, il clima che si respira a Castel Volturno sembra pericolosamente richiamare quei momenti. E il timore è che il Napoli possa ritrovarsi nuovamente a fare i conti con una crisi interna dalle conseguenze tutt'altro che trascurabili.
Sette anni fa fu ammutinamento
Da Napoli si racconta di uno spogliatoio partenopeo paragonabile ad una miccia circondata da tritolo. La squadra sarebbe infuriata per la decisione presa da Allegri: i calciatori dopo essere stati lontani da casa per giorni a causa del match di Oporto, sarebbero voluti rientrare dalle loro famiglie. Invece il tecnico livornese ha scelto per questa via, avallato dal Presidente De Laurentiis. Una situazione che, come detto, ricorda molto quanto accadde con Carlo Ancelotti nel 2019. Anche all'epoca l'allenatore indisse un ritiro punitivo ma la squadre, in primis due senatori come Insigne e Allan, decisero di non salire sul pullman che gli avrebbe dovuti portare a Castel Volturno e fare ritorno alle loro abitazioni. Una scelta che ebbe anche conseguenze legali che non si limitarono a quella singola azione, dato che il club avviò un lungo processo lunga contro i calciatori coinvolti per violazione contrattuale che vinse in Cassazione nell'aprile del 2025.
Ancelotti confermato ma esonerato un mese dopo
Nonostante la squadra volse le spalle all'allenatore, come sembra aver fatto oggi con Allegri, anche sette anni fa Aurelio De Laurentiis decise di confermare Carlo Ancelotti sulla panchina azzurra. L'epilogo, tuttavia, fu inevitabile e arrivò un mese dopo. Il 10 dicembre Ancelotti venne esonerato nonostante tre pareggi, una sconfitta e una vittoria per 4-0 contro il Genk, quest'ultima arrivata proprio il giorno dell'allontanamento di Carletto. Per Allegri si tratta ora di una prova delicatissima: ricompattare lo spogliatoio, ricucire gli strappi e impedire che la tensione si trasformi in una nuova frattura. Il rischio, altrimenti, è quello di ritrovarsi davanti a un copione già visto.






