Ludi: "La parola scudetto è qualcosa di non associabile al Como in questo momento"
"Sappiamo di aver scritto una pagina importante della storia del calcio internazionale, ed è paradossale che questo fatto sia associato al Como, una società che ha cominciato questo progetto soltanto sette anni fa". Ai microfoni di Radio Radio il ds del Como Carlalberto Ludi parla così del clamoroso 1-9 con il quale la squadra di Fabregas si è imposta nell'ultimo turno di Champions League sul campo del Lens.
La parola scudetto
Ma dopo i risultati sorprendenti di questo inizio di stagione (e non soltanto), il Como può davvero pensare allo scudetto? Un tema spesso dibattuto, per il quale Ludi non usa giri di parole: "La verità è che noi siamo concentrati sul quotidiano. La sfida di quest’anno non è tanto vincere lo Scudetto, quanto riuscire a rimanere competitivi ogni tre giorni. È qualcosa che ci siamo chiesti fin dall’inizio ed è uno step di maturità che dobbiamo ancora consolidare. La parola Scudetto è qualcosa di inassociabile al Como in questo momento, ma ci godiamo la crescita, il lavoro e speriamo di continuare in questa direzione".
I prossimi investimenti del Como: dove e come intervenire
"Il progetto Como guarda sempre alla crescita - ha continua Ludi -. È normale che dal punto di vista tecnico, in questo momento, siamo molto soddisfatti. Faccio fatica a immaginare come il Como possa migliorare questa squadra, lo dico onestamente. Ci stiamo riflettendo, ma siamo contenti del gruppo a disposizione. Un progetto, però, non si sviluppa soltanto sul campo: si sviluppa anche fuori. Abbiamo il tema delle infrastrutture, che possiamo migliorare sia per la prima squadra sia per il settore giovanile. C’è poi il tema dello stadio, legato anche alla valorizzazione del modello di business e alla struttura organizzativa del club. Penso che i prossimi investimenti debbano essere fatti prevalentemente in questi settori, salvaguardando naturalmente la competitività e la qualità della squadra".






