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Ripresa Serie A, come funziona il protocollo per le partite ufficializzato oggi dalla FIGCTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Imago/Image Sport
lunedì 01 giugno 2020 17:53Serie A
di Ivan Cardia

Ripresa Serie A, come funziona il protocollo per le partite ufficializzato oggi dalla FIGC

Manca solo il calendario. Il calcio italiano, a partire dalla Serie A, è pronto a tornare in campo. Nel primo pomeriggio di oggi la FIGC ha pubblicato le linee guida per le partite professionistiche, già approvate dal CTS. Indicazioni, si legge nel documento di 39 pagine, che hanno carattere temporaneo e sono strettamente legate all’attuale emergenza epidemiologica da Covid-19. Come funziona il protocollo? Abbiamo provato a riassumerne i punti salienti.

Stadio, spogliatoio e campo: Lo stadio sarà diviso in tre zone: area tecnica, spalti e area esterna. Ognuna di queste zone potrà avere massimo 130 persone, ma in totale dovranno essere al massimo 300. E in Serie B e Serie C è previsto un numero proporzionalmente minore. Nelle tre ore di momento gara potranno esserci i 22 giocatori in campo, le 24 riserve e i membri dello staff, oltre a massimo 6 raccattapalle. Regolamentato anche il numero di steward e membri della sicurezza, oltre che dei giornalisti (massimo 10 a partita, a cui va ad aggiungersi il personale necessario per la messa in onda a livello televisivo). Le squadre arriveranno allo stadio in orari diversi (1h40’ prima quella ospite, composta al massimo da 60 elementi, 1h30’ quella di casa) e ogni rosa su più mezzi possibile. Tempi specifici anche per gli arrivi di tutti gli altri lavoratori, dagli steward (cinque ore prima della gara) ai raccattapalle (un’ora). Per gli spogliatoi, è suggerito l’utilizzo di più stanze possibili in modo da separare titolari, portieri e riserve. Poi squadre in campo in momenti diversi senza strette di mano, foto di gruppo, mascotte o bambini di accompagnamento.

Interviste - Le intervista a fine primo tempo e fine partita dovranno rispettare la distanza di 2 metri fra intervistatore e intervistato (1,5 metri per le superflash sul campo). La mixed zone sarà chiusa. Nelle conferenze stampa domande via skype o whatsapp, possibile la presenza di massimo 3 rightholders.

Requisiti igienico-sanitari - I giocatori si misureranno la temperatura corporea, utilizzeranno disinfettanti, alimenti confezionati, bottiglie personalizzate e comunque distanza di 2 metri negli spogliatoi. Docce singole o da svolgersi preferibilmente a casa o in albergo, dove peraltro è consigliato l'uso di camere singole.

Arbitri - I componenti la squadra arbitrale dovranno arrivare 1h45’ prima della partita, ciascuno con la sua macchina. I calciatori non potranno dialogare con gli arbitri se non ad almeno un metro e mezzo di distanza.

Quarantena - Resta lo scoglio più complicato da superare. Il protocollo pubblicato oggi non presenta particolari novità rispetto alle regole previste in quello per gli allenamenti: in caso di contagio di un giocatore o di un componente del gruppo squadra (a seconda dei casi da 50-60 a 100 persone), isolamento di 14 giorni per tutti, con la possibilità di continuare ad allenarsi ma senza contatti col mondo esterno. La speranza esplicita, ribadita da ultimo oggi dal presidente Gravina, è che, in base all’andamento dei dati epidemiologici da qui alla ripresa, si possa rivedere questa procedura, che altrimenti rischia di essere una vera spada di Damocle sulla conclusione del campionato.

Test - Anche in questo caso, nessuna novità rispetto al protocollo sugli allenamenti: tamponi ogni 4 giorni, test seriologici alla ripresa e poi ogni 15 giorni. L’idea è di modulare i tamponi il giorno prima delle gare. E grandi speranze sono riposte nei test molecolari basati sulla saliva, che danno risposte in tempi rapidissimi. Anche qui, come per la quarantena, la speranza è che l’andamento dei dati sul contagio possa portare il Governo e il CTS a dire sì a eventuali norme più “leggere” da qui alla ripresa concreta del campionato.
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