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Dove sta pagando il calciomercato estivo e dove no: Allegri e Mourinho bloccati dagli infortuni, per Pioli solo giocatori da svezzare. E il Napoli sorride: Kvara vale già quanto Osimhen!TUTTOmercatoWEB.com
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martedì 1 novembre 2022, 16:56Editoriale
di Raimondo De Magistris

Dove sta pagando il calciomercato estivo e dove no: Allegri e Mourinho bloccati dagli infortuni, per...

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Politica presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, inviato al seguito della Nazionale
Per chi non ne avesse ancora contezza, perso tra un giorno pieno di partite e l'altro pure, tra soli 12 giorni si fermerà tutto. Ancora un'ultima abbuffata di match e poi tutti davanti al divano per assistere al Mondiale degli altri. Ancora una volta, come quattro anni fa. Manca davvero poco per mettere un punto su questi mesi in cui s'è deciso di intasare il calendario come un tacchino nella più americane delle feste per permettere al Qatar e ai suoi emiri di organizzare il Mondiale a novembre. Nel bel mezzo della stagione, senza alcun criterio sportivo. Un po' come quando, quattro anni fa, si decise di farlo organizzare a Putin.
Ci ritorneremo, ci sarà tempo e modo. Ma intanto con la pausa che si avvicina si può tracciare un primo bilancio sul come, dove e quanto stanno incidendo i nuovi acquisti. Perché ora che un terzo di stagione è praticamente in archivio non ci si può più nascondere solo dietro ai problemi di ambientamento. Ma per essere credibili bisogna iniziare a dare qualche spiegazione in più.

Al Milan solo giocatori da svezzare. Fin qui, i nuovi acquisti non hanno portato nulla
Parto nell'analisi dal Milan Campione d'Italia. Domani la squadra di Pioli si giocherà la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League a San Siro contro il Salisburgo: basterà un pareggio, in una competizione che dodici mesi fa (in un girone più complicato) vide i rossoneri concludere il raggruppamento all'ultimo posto. In campionato invece il Milan ha sei punti in meno ed è a sei punti dalla vetta. S'intravedono delle crepe, in particolar modo in difesa. Soprattutto, non c'è ombra di un calciomercato estivo che fino a questo momento non ha in alcun modo aiutato Stefano Pioli. Il belga Charles De Ketelaere coi suoi 35 milioni di euro spesi è giocatore da aspettare e certamente verrà aspettato. Ma per ora il suo score recita così: 752 minuti giocati, 15 presenze, un assist e zero gol. Score magro e, purtroppo per Pioli, è uno dei migliori tra i volti nuovi: Sergiño Dest ha dato poche garanzie nelle poche circostanze in cui è stato utilizzato, Aster Vranckx è ingiudicabile coi suoi 37 minuti giocati. Minuti che, per inciso, sono comunque più di quelli concessi a Malick Thiaw: 7'. Poi Yacine Adli, giocatore tutto da sgrezzare e definire, e Divock Origi, ad oggi limitato dai guai muscolari.
Chi si aspettava un mercato all'altezza dei campioni d'Italia è rimasto deluso: Pioli può contare solo e soltanto su chi già c'era, con l'aggravante che Romagnoli e Kessiè nel frattempo sono andati via e Tommaso Pobega - un rientro prestito - è oggi l'unico tra i volti nuovi che ha aggiunto qualcosa. Non è all'altezza di Kessié ma almeno c'è, è una scelta possibile. Troppo poco.

Allegri e Mourinho sulla stessa barca: gli instant team bloccati dagli infortuni
Chi in estate ha puntato su giocatori subito pronti all'uso è rimasto deluso, non ha fatto i conti con l'ombra ingombrante del Qatar. Con giocatori che pensano al Mondiale, che finalizzano il recupero per quell'obiettivo.
I tre grandi acquisti estivi della Juventus sono stati Pogba, Di Maria e Paredes: il primo non ha mai visto il campo e a questo punto lo vedrà solo nel 2023. Il secondo quando s'è visto in campo ha fatto la differenza, ma quanto s'è visto in campo? Solo per 330 minuti. Mentre Paredes è ad oggi un pesce fuor d'acqua. Allegri l'ha chiesto e ottenuto pensando di avere così il suo regista, ma ha fatto di più Fagioli in 45 minuti contro il Lecce che l'argentino fino allo stop per infortunio.
Kostic si sta confermando un onesto mestierante: valido, ma da lui non ti aspetti la differenza e non la fa. Bremer, l'acquisto più costoso, s'è rivelato degno sostituto di De Ligt ma resta un sostituto, appunto. Non un upgrade. Ed è così che Milik, l'acquisto meno atteso e più contestato, si ritrova oggi a vestire i panni di miglior innesto estivo.
Discorso simile a Roma per José Mourinho. Paulo Dybala finché c'è stato ha trascinato la Roma a suon di giocate, di vampate decisive. Poi s'è fermato per infortunio, è calato di nuovo il buio: non una novità nella carriera dell'argentino, ma un grande problema per lo Special One che da un giorno all'altro s'è ritrovato senza il suo giocatore più importante. L'altro grande acquisto è stato Georginio Wijnaldum, capitano dell'Olanda che s'è infortunato agli albori della stagione tanto da costringere la società a tornare sul mercato ad agosto per acquistare Camara. Belotti è stato ingaggiato coi tempi sbagliati per risparmiare sull'ingaggio e i risultati sono stati fin qui deludenti, Matic sta dando ciò che ha, mentre Celik - l'unico cartellino pagato - s'è fermato quando stava iniziando a ingranare.
Un po' meglio va a Inzaghi. Ma nemmeno troppo...
Gli infortuni generati anche da un calendario vertiginoso hanno fin qui fermato anche il miglior acquisto estivo dell'Inter: Romelu Lukaku. Inzaghi ne ha dovuto fare a meno per due mesi e chissà se riuscirà ad averlo a disposizione prima della sosta: difficile. Onana dopo un iniziale alternanza con Handanovic s'è guadagnato i guantoni da titolare grazie alle prestazioni convincenti in Champions (e agli errori del capitano). Che poi è un po' la trafila di Mkhitaryan: dopo iniziali difficoltà dovute a una preparazione complicata, l'armeno ha trovato minuti, prestazioni e giocate. Bene Acerbi, meglio di Ranocchia, non pervenuti i giovani Asllani e Bellanova. Dal mercato, insomma, qualcosa è arrivato. Ma se si pensa ai leader, a chi ha trascinato l'Inter fuori dalle sabbie mobili nel momento più complicato, si pensa a chi già c'era.

Il coraggio del Napoli è stato premiato. Perché Kvaratskhelia vale già quanto Osimhen
Il calciomercato estivo ha aiutato Sarri e Gasperini. Perché Romagnoli e Lookman ma anche Vecino, Ederson, Höjlund e Provedel sono oggi soluzioni che hanno permesso un salto di qualità. Ma Lazio e Atalanta quest'estate non hanno avuto il coraggio di completare la rivoluzione fino in fondo e oggi evidenziano ancora dei limiti. Delle scorie e dei problemi. L'unico club che davvero ha chiuso, in tutto e per tutto, i cordoni col passato per dare il via a un nuovo ciclo è stato il Napoli e la prima parte di stagione sta premiando oltre ogni aspettativa questa decisione.
Chi scrive che oggi Kvicha Kvaratskhelia, pagato 10 milioni di euro, vale già 4-5 volte di più non ha capito come oggi funziona il mercato, ne ha ben presente la sua età. Perché se oggi a De Laurentiis arriva un'offerta da 40-50 milioni di euro per il georgiano, il presidente del Napoli nemmeno apre la mail, la cestina senza leggerla. Kvaratskhelia è la rivelazione a livello europeo e a fine stagione solo una clamorosa offerta a nove cifre potrebbe esser valutata, anche se difficilmente accettata. Almeno per l'estate 2023. Oggi Kvara, 22 anni il prossimo 12 febbraio, ha già un valore di mercato simile a quello di Victor Osimhen (per il quale in estate erano stati chiesti 100 milioni di euro).
Non è l'unico grande acquisto che fin da subito ha prodotto grandi risultati. Kim Min-jae ha i tempi e l'applicazione dei grandi centrali e la clausola da 45 milioni di euro - valida per 15 giorni la prossima estate - potrà rivelarsi davvero un problema se il sudcoreano a fine stagione deciderà già di andar via perché in Premier ci sarà la fila per pagarla... Poi Raspadori, il 10 della Nazionale, e Simeone, il 9 che ha la miglior media minuti giocati/gol realizzati: due arrivi che hanno dato a Spalletti serietà, disponibilità e soluzioni sterminate. Ndombele ritrovando la condizione fisica sta mostrando colpi che mancavano dai tempi di Lione, Ostigard, Mathias Olivera e il riscatto di Anguissa completano un quadro degno dei Caravaggio esposti a Capodimonte.