Serie A, 900 milioni non mettono tutti d'accordo: i club si spaccano sui diritti TV
Fumata grigia doveva essere e fumata grigia è stata. La montagna non ha partorito il topolino, che poi è quello da cui mangiano un po' tutti: l'assemblea di Lega Serie A tenuta nella giornata appena conclusa non ha portato a una decisione sui diritti TV del prossimo ciclo. I venti club del massimo campionato italiano dovranno aggiornarsi tra una settimana, lunedì 23 ottobre, quando scadrà il termine per le trattative private. E a quel punto si dovrà decidere in quale decisione andare.
Mediaset fuori gioco, l'offerta migliore è Dazn+Sky. Un gran viavai dalle parti di via Rosellini: molti proprietari presenti in assemblea, nonché emissari delle tre emittenti interessate ai diritti audiovisivi e di Lazard, scelto come advisor per il tema fondi e ora anche per quello del canale di Lega, che proprio su di essi poggerebbe. Ma andiamo con ordine: la prima notizia è che, a meno di sorprese, il Biscione è sostanzialmente fuori e con esso diventa meno praticabile l'ipotesi di una partita in chiaro. La migliore offerta sul tavolo - circa 900 milioni di euro - riproporrebbe grossomodo lo schema attuale, con 7 partite in esclusiva a Dazn e 3 in co-esclusiva con Sky. Non è escluso che si possa andare a dama sul 6+3+1: a quel punto Sky potrebbe proporre una gara in chiaro su TV8. Al momento, si tratta comunque di una proposta al ribasso rispetto ai circa 928 milioni portati in cassa dall'ultimo accordo; non si registra neanche l'ipotizzato incremento legato al passaggio da tre a cinque anni. Una variabile da verificare potrebbe essere una share revenue - cioè una quota degli incassi - da Dazn alla Lega in caso si superino determinati numeri.
Club divisi. Proprio le considerazioni su un'offerta al ribasso sostengono le ragioni di alcune società, che rifiuterebbero e andrebbero avanti, puntando così al canale di Lega. Sostenuto dai soldi dei fondi e poi dalle potenzialmente infinite possibilità commerciali che aprirebbe. Opportunità, ma anche rischi: 900 milioni sono comunque una solida certezza; cosa possa portare il canale, specie nel breve periodo che è poi quello a cui molti guardano, nessuno può dirlo con certezza e, pur senza dirlo esplicitamente, lo ha ricordato Maurizio Stirpe, presidente del Frosinone. Tanto che non manca chi osserva come il canale puzzi di bluff, a questo punto visto, nelle trattative con le emittenti. A chiarire la spaccatura, in assenza di dichiarazioni dei "big" (e non è un caso), ci ha pensato Danilo Iervolino: "Noi, Fiorentina e Napoli - ha detto il presidente della Salernitana - abbiamo espresso chiaramente di essere a favore del canale di Lega". Aurelio De Laurentiis e Joe Barone guidano infatti il fronte, numericamente meno nutrito, del no ai 900 milioni; sull'altro lato della barricata, la Lazio di Claudio Lotito e il Torino di Urbano Cairo, mai così tanto vicini, come pure il Sassuolo. E le tre grandi del Nord? Incerte, a oggi: il Milan, l'ha detto chiaramente Cardinale, pensa con favore al canale, ma in assemblea non ha assunto una posizione netta. A maggior ragione Juventus e Inter, che non si sono sbilanciate in alcuna direzione. Il risultato: fumata grigia, si diceva. E ora c'è una settimana per capire eventuali margini di manovra e di rilancio: potrebbe bastare poco, per arrivare al sì.






