ESCLUSIVA - Cauet: "Lautaro campione assoluto. Brozovic? Solo Casemiro come lui"
Daniele Najjar
Dopo l'abbuffata del derby in Coppa Italia, l'Inter si ri-proietta in quello che è l'obiettivo nonché il sogno principale di questa stagione: la vittoria del ventesimo Scudetto. Per farlo, alla squadra di Inzaghi servirà non fare passi falsi proprio ora che ha ripreso il destino nelle proprie mani, visto che potenzialmente, considerando il recupero da giocare a Bologna, Lautaro e compagni sarebbero primi, qualora arrivasse una vittoria contro i rossoblu.
La redazione de l'Interista ha contattato in esclusiva l'ex centrocampista nerazzurro Benoit Cauet, per parlare del post-derby e del rush finale per lo scudetto.
Benoit, hai vissuto tanti derby, fra i quali uno vinto nettamente (3-0) ed uno perso pesantemente (0-6). Che cosa lascia alle due squadre questa partita?
"Questa sfida va oltre agli standard, far parte della cultura italiana e milanese, il derby non è vissuto come tutti gli altri match. C’è un grande senso storico che lega due club di livello mondiale che fanno parte della stessa città. La partita di martedì è stata bella, giocata bene da entrambe le squadre che hanno provato a vincerla. L’Inter però è stata più brava a sfruttare le proprie occasioni, sapendo prima condurre il match e poi soffrire nel momento della reazione rossonera”.
Da parte del mondo Milan c’è stata una reazione di protesta e frustrazione per alcune scelte arbitrali. Che ne pensi?
“Il problema è che nel calcio ci sono tante regole difficili da capire. Io faccio sinceramente fatica a capire certe regole, oggi. Che poi a volte vengono interpretate in un modo, altre volte in modo differente e questo aumenta la confusione. Serve uniformità, poi capisco che il calcio vada veloce, ma il Var dovrebbe servire proprio a questo. Riguardo l’episodio del derby, mi ha stupito una cosa, in positivo”.
Quale?
“Il gol avrebbe rimesso in piedi il match, eppure a fine match Pioli ha detto una frase che mi è piaciuta molto, sul fatto che ora hanno il dovere di trasformare questo momento in una opportunità, per reagire. Mi è piaciuto questo suo modo di vedere e commentare la situazione”.
Questo derby avrà ripercussioni sulla lotta scudetto?
“E’ complicato dirlo, perché il Milan è davanti, ma l’Inter è tornata a stare bene ed il Napoli è comunque lì. Sicuramente l’Inter ha avuto una bella scossa da questa vittoria: se si servirà di questa energia per affrontare le partite che rimangono da giocare, allora sì che ci saranno delle ripercussioni. Ma può essere determinante per entrambe le squadre, se la si vede dal punto di vista della reazione dei rossoneri”.
Ancora una volta è stato protagonista Lautaro Martinez. E’ giusto aspettarsi da lui di più, considerando che si sta avvicinando al record personale di gol in una stagione?
“A lui vivere questi momenti non fa mai piacere, li sente molto nel profondo. Credo non gli si possa dire nulla osservando i numeri: come tutti gli attaccanti ha dei momenti di calo in cui può non segnare. Credo sia capace di diventare un attaccante da 30 gol a stagione, dunque è giusto aspettarsi di più, ma perché è capace di fare di più. L’Inter ha un campione assoluto in rosa, che sta anche dimostrando di essere un professionista esemplare”.
Come?
“Nel modo che ha di vivere il proprio mestiere e soprattutto i momenti difficili di cui parlavamo prima. Affronta le difficoltà a muso duro, di petto, ma con professionalità, determinazione, impegno”.
La coppia con Correa è stata un piano-b, oppure Inzaghi si farà tentare ancora in futuro, magari già con la Roma?
“Sì, non è da escludere, perché hanno dimostrato una bella intesa. Ora l’Inter ha un’arma in più. D’altronde, prima o poi Correa doveva venir fuori, diciamo: era partito benissimo, per poi essere frenato dagli infortuni. E’ stata una stagione complicata la sua. Ora per il finale di stagione può essere importante. Lo conosco dai tempi del Siviglia, non si è ancora espresso al 100%. Sa fare gol, assist, dialogare con i compagni, senza differenza fra Dzeko o Lautaro”.
Con un Perisic del genere, come si fa a gestire Gosens, che alle sue spalle freme?
"Sarò sincero: non lo so proprio! Perisic è straordinario, è difficile trovare uno che come lui non si ferma mai dal primo all'ultimo minuto. Corre, lotta, crossa, usa entrambi i piedi, fa gol e assist. L'Inter non può farne a meno. Gosens deve avere pazienza, aspettare. Direi anche che potrebbe essere una idea quella di spostarlo a sinistra, ma su quel lato c'è Dumfries che sta facendo bene. Ripeto: serve pazienza".
A proposito di giocatori cruciali: c'è un'Inter con Brozovic, ed una senza.
"E' dura trovarne altri come lui, nel suo ruolo. Ha caratteristiche uniche, così su due piedi mi viene in mente solo il Real Madrid fra le squadre che ne hanno uno altrettanto forte davanti alla difesa e presente in tutto il campo. E' cresciuto tantissimo, si fa dare palla, non si ferma mai. Anche con il Milan ha avuto la lucidità e forza di andare nello spazio, sorprendere la difesa del Milan e chiudere il match con l'assist per il 3 a 0".
Come giudichi il lavoro fatto da Inzaghi fin qui? Martedì si è tolto qualche sassolino riguardo le critiche ricevute per i cambi nel derby di campionato...
"Dovrebbe farsi scivolare addosso tutte le critiche ricevute, in Italia tanti da fuori parlano senza magari sapere le situazioni interne, le condizioni fisiche e queste cose qui che lui conosce. La gente da casa giudica una scelta solo in base a quello che vede da lontano, giustamente. Il suo percorso è sotto gli occhi di tutti: nonostante le difficoltà si è messo nelle condizioni di lottare fino alla fine per vincere 3 trofei".


