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PODCAST - Calcagno: "Gli stipendi sono solo la metà dei costi. Si lavori sull'altra metà"

autore
Adele Nuara
per Linterista.it
martedì 18 maggio 2021, 19:54Podcast
autore Adele Nuara
18.05.2021 19:54Podcast

Umberto Calcagno, presidente dell'AIC, è intervenuto ai microfoni di TWM Radio. Tanti i temi trattati, come la questione relativa al rinvio degli stipendi, gli strascichi della Superlega e il calciomercato.

Cosa pensa della questione sul rinvio degli stipendi?

"Questione molto dibattuta in questi giorni e mi auguro sia l'ultima volta che se ne parli. Il nostro sistema deve guardare avanti, già in questo campionato la fase d'emergenza era terminata, si tratta di convivere con la pandemia e il nostro sistema è uno di quelli che l'ha fatto meglio. Stiamo parlando alle norme dei prossimi campionati che saranno la vera base delle riforme".

Come sta il calcio italiano? 

"Meglio di tanti altri comparti economici e sportivi. Lo vediamo anche dal fatto che più della metà delle società professionistiche continuano a pagare regolarmente gli stipendi. Certo, non possiamo non renderci conto della situazione strutturale ma i dati che arrivano dicono che il monte ingaggi è aumentato sia per la Serie A che per la B che per la C. E parliamo di settembre. Mi sembra un segnale importante".

In che direzione si va sullo stop alle spese folli?

"L'interlocuzione è molto costruttiva. Il punto di partenza è quanto c'è già nella Lega Pro, dove i budget sono prestabiliti a un milione di euro. Chi sfora deve garantire una certa parte di questo extra-budget con fideiussioni bancarie. Stiamo studiando qualcosa anche per la Serie B, dove però il controllo è interno. Cercheremo di mettere una norma che non blocchi chi vuole investire ma semplicemente che dice che chi voglia farlo, debba fornire certe garanzie".

Come crede si risolverà la questione attuale sugli stipendi?

"Credo che non si possano negoziare situazioni uguali per tutti. Partiamo però da un altro presupposto: gli stipendi oggi rappresentano poco più del 50% dei costi cui devono andare incontro le nostre società. Gli stipendi sembrano il problema dei problemi ma toccano il 56%. Bisogna capire come incidere sull'altra metà invece di far ricadere sempre tutto sui calciatori".

Cosa ne pensa della querelle Superlega?

"Mi auguro che ciò che avverrà nei prossimi mesi sia condiviso. La mancanza di condivisione è la cosa che mi ha colpito, il fatto che i calciatori non siano stati minimamente considerati. Invece i top player spesso possono essere i soggetti migliori per dare idee su come far crescere le competizioni internazionali. Siamo molto preoccupati per i calendari: tra Europei, inizio immediato della nuova stagione e Mondiale invernale, rischiamo di arrivare a quattro stagioni successive tutte di fila, per qualcuno. Si rischia che molti non abbiano le giuste tempistiche per il riposo. Mi piacerebbe innanzitutto un calendario differente, sempre nel rispetto delle varie competizioni. Dovrebbe essere una preoccupazione di sistema, non solo nostra".

per Linterista.it

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