Inter-Udinese 5-1, le pagelle: festa grande al Meazza, la LuLa dà spettacolo
Luca Chiarini
Handanovic 6 - È questo il giorno che più di tutti lo riconcilia con le cocenti delusioni del passato: alza lo Scudetto da capitano, supera un totem come Zenga nelle presenze in nerazzurro in Serie A. Il clean sheet non fa che perfezionare l'idillio. Meritato, Samir. (Dal 46' Padelli 5,5 - Un paio di brividi, nessuna responsabilità sul penalty. L'ultima in nerazzurro: saluta da campione d'Italia).
D'Ambrosio 6 - Veste l'abito (tattico) che più gli si addice: nel ruolo di terzo sa esattamente come muoversi, i meccanismi sono codificati e soltanto da eseguire. Poca spesa (di energie), tanta resa.
Ranocchia 6,5 - Immacolato negli interventi, nelle letture, nei movimenti di reparto. Sbaglia poco o nulla, governa senza patemi su Okaka che gira quasi sempre a vuoto. Anche per lui, un veterano di questa squadra, è la giornata più bella.
Bastoni 6,5 - Il clima di festa non dà adito a cali di tensione nemmeno nel suo caso: gestione attenta sul centro-sinistra, interventi puntuali e consueta pulizia nell'impostazione dal basso.
Hakimi 6,5 - Viaggia in folle in un primo tempo in cui dà quasi l'impressione di voler preservare le energie. Basta però una discesa, una fiammata, per mandare in tilt Zeegelaar e incartare il rigore trasformato da Lautaro. (Dal 58' Perisic 7 - Gol di una bellezza rara. A briglia sciolta sulla corsia).
Vecino 6,5 - Il problema è annoso: contro un avversario così chiuso fatica a sprigionare tutto il suo potenziale, che è fatto di inserimenti a capofitto nello spazio. Si arrangia come può, e al primo vero affondo serve l'assist per Perisic.
Sensi 6 - "No, anche oggi no", esclama qualcuno dagli spalti semideserti del Meazza. Trentacinque abbondanti di discreto livello, poi una fitta muscolare e il cambio obbligato. Un film già visto. (Dal 38' Eriksen 6 - La sua punizione spalanca la farraginosa barriera friulana, poi provoca il rigore con un mani un po' goffo).
Gagliardini 5,5 - Fin troppo immerso nel clima ebbro che si respira dentro (ma soprattutto fuori San Siro), approccia il match con un po' di pigrizia che si porta appresso fino alla fine. Errori veniali, non gravi, ma la sua prova non è indimenticabile.
Young 7 - Si sblocca proprio sul gong finale: primo centro in campionato che arriva dopo una combinazione un po' rocambolesca con Lautaro, rifinita da uno scavetto che non lascia scampo a Musso.
Pinamonti 5,5 - Avvio gagliardo, dimostra convinzione e anche un po' destro con quel colpo di tacco volante a servire Lautaro. Poi si sgonfia un po', anche perché il vantaggio subitaneo rende meno scrosciante il ritmo nerazzurro fino all'intervallo. (Dal 65' Sanchez 6,5 - Un tocco morbido che è una delizia, e propizia il pokerissimo di Lukaku).
Lautaro 7 - Spirito competitivo indomabile. Dopo Inter-Roma, di nuovo scintille, questa volta provocate da un battibecco con Becao. Si ricompone in tempo, questa volta. Battaglia senza quartiere e zampino sull'uno a zero di Young, completa l'opera con il rigore del tre a zero. (Dal 57' Lukaku 6,5 - Gol che più fortuito di così si muore. Ma spacca definitivamente il match).
Antonio Conte 7 - Tenere tutti sulla corda in questo modo con lo Scudetto già in saccoccia è una delle stimmate da fenomeno di Antonio. La sua squadra non gioca, ma fluttua e si diverte. E sfonda il muro dei novanta.
UDINESE (3-5-1-1): Musso 5,5 (dall'88' Gasparini s.v.); Becão 5, Bonifazi 5, Samir 5,5; Molina 5, De Paul 5 (dal 69' Makengo 6), Walace 5 (dall'88' Palumbo s.v.), Stryger Larsen 5, Zeegelaar 5 (dal 59' Forestieri 5,5); Pereyra 6; Okaka 5 (dal 59' Llorente 5,5). Allenatore: Luca Gotti 5.


