Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliariempolifiorentinafrosinonegenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliromasalernitanasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventobresciacasertanacesenalatinalivornonocerinapalermoparmaperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriaternanaturrisvenezia
Altri canali serie bserie cchampions leaguefantacalcionazionalipodcaststatistichestazione di sosta
tmw / inter / Editoriale
L'Inter di oggi è ormai metafisica e per quella di domani è in arrivo l'EldoradoTUTTO mercato WEB
martedì 27 febbraio 2024, 20:55Editoriale
di Gian Luca Rossi
per Linterista.it

L'Inter di oggi è ormai metafisica e per quella di domani è in arrivo l'Eldorado

In questo pezzo vorrei uscire dalla stretta attualità per rivolgere uno sguardo al futuro del nostro calcio, perché vedo che si sta capendo ancora molto poco di ciò che sta per succedere. Sull'Inter di oggi ormai non ho più aggettivi: il 4-0 a Lecce dopo quello con la Salernitana l’ha resa imprendibile in classifica e soprannaturale nel gioco e nei risultati. Ecco perché voglio rivolgere il mio sguardo già alla prossima stagione. I più attenti alle cose di politica del pallone si saranno accorti che negli ultimi anni è in atto una vera e propria guerra finanziaria tra le due maggiori Istituzioni Calcistiche Internazionali: la FIFA e la UEFA, che proprio nella prossima stagione toccherà il suo acme. Da questo confronto senza esclusione di colpi stanno per arrivare certamente enormi vantaggi per alcuni Club, con l’Inter in prima fila, ma anche nuove necessità impellenti che li obbligheranno ad un radicale cambio di strategie. Credo che dopo aver letto questo pezzo nessuno, dotato di media intelligenza, si chiederà più perché Steven Zhang, oltre a rifinanziarne il debito, almeno per il prossimo anno non abbia alcuna intenzione di allontanarsi dall’Inter.  

Cominciamo dall’UEFA che, sull’onda delle spallate assestate dal partito della Superlega, ha finalmente deciso di allargare sensibilmente i cordoni della borsa e di aumentare le percentuali di incasso a favore dei Club, rinunciando a parte della fetta grossa di introiti che si è tenuta fino ad oggi. La Champions League infatti, dalla prossima edizione, cambia formula. Qualche giorno fa a Milano, il Vice Segretario Generale della UEFA Giorgio Marchetti in un incontro coi Media ha spiegato il nuovo corso. Ecco le principali novità. Dal prossimo anno la Champions League passerà dalle attuali 32 squadre a 36, che non saranno più divise nei tradizionali gruppi ma concorreranno tra loro in un girone unico: nella prima fase le gare saliranno da 6 a 8, 4 in casa e 4 in trasferta con un paio di giornate che si disputeranno a gennaio e ci sarà un’intera settimana consacrata alla Champions League in cui si giocherà di martedì, di mercoledì e anche di giovedì, prendendo il posto dell’Europa League. Alla seconda fase accederanno direttamente le prime otto classificate, mentre le seconde e le terze 8 si affronteranno tra loro per scegliere le 16 che poi andranno a eliminazione diretta fino alla finale. Le ultime 12 classificate del mega-girone andranno direttamente a casa, quindi viene abolita la tradizionale retrocessione in Europa League delle terze negli attuali gironi, che come detto, vengono aboliti.

Quindi niente retrocessione in altre manifestazioni europee minori e da lì tabellone tennistico a 16 fino alla finale. I derby non saranno possibili nella prima fase, ma nella seconda già a partire dagli ottavi, a differenza di oggi dove sono possibili solo dai quarti di finale. E il montepremi diventa ovviamente astronomico: tenete presente che quest’anno arrivando in finale l’Inter ha incassano 100 milioni e 289.000 euro. Dall’anno prossimo il Campione d’Europa avrà 155 milioni di euro di premi dall’Uefa oltre agli incassi da botteghino, che per i top club, superano sempre i 50 milioni di euro. Ma il nuovo Bengodi del calcio-business non si ferma qui. E con esso anche il numero di partite giocate che potrebbero arrivare addirittura a quasi il 50% in più, con medici, preparatori e fisioterapisti che legittimamente tuonano contro il pericolo dell’eccessivo ‘uso’ degli atleti prevedendo un inevitabile aumento di infortuni, a meno di non portare de rose dei Top Club ad un minimo di 30-35 calciatori. Dal 15 giugno al 15 luglio infatti ecco la poderosa risposta della FIFA all’UEFA con il nuovo Mondiale per Club a cadenza quadriennale che si giocherà negli Stati Uniti con 32 squadre dei 5 continenti. Qui si torna alla formula della tradizionale Champions League con 8 gironi da 4 squadre nella prima fase, il passaggio alla seconda fase delle prime due squadre di ogni girone e quindi il tabellone tennistico ad eliminazione diretta fino alla finale.

Di positivo qui c’è che essendo tutti negli USA, ci si scontra in partite singole, ma il montepremi è astronomico: 2,5 miliardi di dollari da dividersi e chi vince incassa almeno 100 milioni di euro ma in un solo mese di attività. Ecco perché Steven Zhang non ha alcuna intenzione di privarsi dell’Inter a breve, senza contate il business Nuovo Stadio che prima o poi partirà. Non a caso l’Inter oggi può concedersi il lusso di pagare stipendi importanti ai propri giocatori migliori. La bozza di accordo parlano di 4.4 milioni a stagione più bonus per Zielinski, quanto Sensi e Klaassen messi insieme. A Taremi invece è stato proposto lo stesso stipendio di Alexis Sanchez, 2.8 milioni di euro a stagione per due anni con opzione sul terzo. E anche sui rinnovi c’è stata un’impennata: Dimarco è passato da 2.2 milioni a oltre 4 più bonus, Barella sale da 5 a quasi 7, mentre su Lautaro si sta solo discutendo sulla difficoltà dei bonus per farlo arrivare a sfiorare i 10 milioni annui. In più ai top players sarà garantita una percentuale sugli introiti europei: più l’Inter farà strada nelle competizioni internazionali più remunerative più loro guadagneranno. Insomma prepariamoci al nuovo Eldorado nerazzurro.