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Ritocchi, non rivoluzioni. Inter in prima fila per la prossima stagioneTUTTO mercato WEB
domenica 16 giugno 2024, 22:23Editoriale
di Gabriele Borzillo
per Linterista.it

Ritocchi, non rivoluzioni. Inter in prima fila per la prossima stagione

Mentre il mercato impazza, a latitudini diverse dalle nostre si cercano modi e maniere per  contrastare i nuovi campioni d’Italia, bistellati che non vedo l’ora di guardare le due stelle cucite per sempre sulle maglie nerazzurre, l’Inter si muove nel ginepraio di chi vende e chi compra senza alcun assillo. Senza esigenze particolari. Senza dover rincorrere, a tutti i costi, colpi veri o presunti che scaldino il cuore della propria tifoseria. Bisogna osservare lo sviluppo delle cose a trecentosessanta gradi, senza farsi prendere da crisi di panico pallonaro per le acquisizioni, vere o presunte, delle avversarie, nuove o di sempre. I venti punti di vantaggio con i quali si è conclusa la scorsa stagione sono base fondamentale dalla quale ripartire: perché se l’undici titolare e i primi tre o quattro cambi dovessero restare gli stessi, non vedo motivo né ragione per ritoccare qualcosa a meno di offerte indecenti e allora al tavolo si siederebbero tutti, non solo l’Inter - bisogna che questa cosa diventi comprensibile ai più, il calcio di oggi non è fatto dal cuore di mecenati ma da conti e conticini, sponsor e fatturazioni - i nerazzurri si presenterebbero ai nastri di partenza forti di un vantaggio che va ben oltre semplici numeri.

Oggi, specifichiamo oggi prima che qualcuno si offenda gnegnegne, ho idea che una sola squadra si sia rinforzata: l’Effecì Internazionale. Taremi e Zielinski non appartengono alla schiera degli sconosciuti da acchiappare nella speranza della loro esplosione calcistica, casomai sono due campioni fatti e finiti, protagonisti di vittorie, coppe e scudetti giocando titolari inamovibili. Sono, a tutti gli effetti, uomini in grado di portare assoluti benefici fin da subito: ai quali non devi dire cosa fare, lo sanno già senza spiegazioni ulteriori. Forse, ma forse, Taremi dovrà capire e studiare il calcio italiano, anche se stiamo parlando di un signore che ha, al suo attivo, tipo quattrocento presenze in carriera tra coppe e campionati con tipo duecento gol e un centinaio di assist, giusto per chiarire. Di Zielinski conosciamo vita, morte e miracoli: centrocampista totale, duttile, un mix di fosforo e classe che ne fanno uomo per tutte le stagioni e latitudini.

A questi due, mica pizza e fichi, dobbiamo sommare la crescita di chi, faccio un paio di nomi con il terzo sullo sfondo e nemmeno troppo, ha ormai acquisito di diritto, viste le prestazioni, una titolarità non solo presunta: Frattesi e Bisseck, con spruzzate di Buchanan che dovrà applicarsi ancora ma, almeno lo penso io, è destinato a giornate assai luminose.

Insomma, sono gli altri a doversi preoccupare di colmare lo svantaggio: dal canto nostro avremo da puntellare, con tutta la calma del mondo e sfruttando le occasioni che si presenteranno, ponderando scelte e spese.

Confidando nella nuova proprietà ma, soprattutto e come al solito perché nulla è mutato, nella vecchia dirigenza.

Alla prossima, avanti l’Effecì.