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70 è il prezzo giusto per Calhanoglu, non uno di meno. Ma lui vuole rimanere. E l’Inter cosa vuole?
lunedì 24 giugno 2024, 20:55Editoriale
di Tancredi Palmeri
per Linterista.it

70 è il prezzo giusto per Calhanoglu, non uno di meno. Ma lui vuole rimanere. E l’Inter cosa vuole?

Il rumour di 48 ore fa è diventato verità acclarata in capo a 2 giorni, per quanto da sgrossare dei dettagli e delle imprecisioni. La ricerca di Calhanoglu da parte del Bayern è accertata, proviene da lontano, è avviata. Il contatto c’è, l’offerta non è stata formalizzata, ma di cifre si è parlato, si sono manifestate le proposte e le richieste, e dunque si sa dove si deve arrivare per portarla a termine.

Il punto è che Calhanoglu è lusingato e allettato, ma dà ancora la priorità all’Inter. Si è stabilito con moglie e bimbi, gli piace tutto di vivere qua, e potendo non cambierebbe, al di là dell’ovvio trovarsi nel suo nell’Inter. Vive però nel calcio del presente, e dunque se una offerta da un big club arriva va presa in considerazione, che sia per il futuro o per parametrarsi ai valori di mercato.

Il turco guadagna 6 milioni all’anno, e il contratto del Bayern non è pornografico: 8 milioni a stagione, non poco ma nemmeno irrinunciabile. E Calhanoglu ha ringraziato, ha preso in considerazione, ha riportato all’Inter e ha detto: signori, per me voi venite prima di tutto, per cui scelgo voi come priorità. Però la proposta c’è, e a questo punto vedete di farmi un ritocco di contratto. E di fronte all’impossibilità di alzare oltre gli attuali 6 milioni, allora ha rilanciato con una controrichiesta molto ragionevole e rispettosa: allungare il contratto allo stesso attuale stipendio, di un anno fino al 2028.

Sarebbe una soluzione rispettosa di tutte le parti, e dunque Calhanoglu ha dato la possibilità all’Inter a prezzi reali.

Cosa farà l’Inter? Deve decidere.

C’è da considerare però due fattori. Primo: vendere Calhanoglu ha senso solo per 70 milioni, non uno di meno. Accettare un po’ di milioni ma non al suo prezzo di vantaggio per l’Inter, non avrebbe senso per il club. Come Hakimi, che fu venduto a un prezzo facile mentre un’altra decina di milioni avrebbe avuto più senso. Il taglio ha senso solo a partire poco oltre il valore di mercato.

E secondo: scordatevi di trovare a stretto giro un sostituto di Hakan: semplicemente non ci sono.

Il play è una perla rara nel calcio contemporaneo: ce ne sono pochissimi e chi ce li ha se li tiene stretti. In Italia stessa con quelle caratteristiche e qualità forse ci sono solo Lobotka,e Calhanoglu. Va bene che l’Inter ha saputo rigenerarsi in maniera continua, ma uno come Calhanoglu semplicemente in giro da acquistare non c’è. E dunque i 70 milioni guadagnati posso mutarsi in 70 milioni persi se il livello squadra sia abbasserà drasticamente.

Adesso vedremo di che pasta è fatta la proprietà dell’Inter: se dovesse accettare per puro senso del soldo, allora tanti auguri a Simone Inzaghi, perché vorrebbe dire una Inter pronta a raccogliere denaro a prescindere dal progetto.