Inter, il 3-4-2-1 è un problema o una soluzione? Con l'Urawa perse le certezze, per farlo servono dei dieci
Marco Corradi
Dopo aver vinto in rimonta contro gli Urawa Reds, per l'Inter arriva il momento delle analisi tattiche e delle riflessioni, visto che Cristian Chivu è entrato a gamba tesa nel mondo nerazzurro. L'esperimento del doppio trequartista era stato già provato contro il Monterrey senza convincere ed è stato riproposto ieri dall'inizio: Seba Esposito e Zalewski alle spalle di Lautaro Martinez nell'undici iniziale. Una mossa che non ha convinto del tutto, perché l'Inter è sembrata perdere certezze e spaziature, al punto che Chivu ha abiurato quest'idea nella ripresa tornando sul 3-5-2. Il doppio trequartista è un problema o una soluzione?
Inter, il doppio trequartista toglie certezze: terribile primo tempo, poi si respira col 3-5-2
Qualche segnale c'era già stato contro il Monterrey, con Lautaro-Mkhitaryan prima e Lautaro-Zalewski dopo alle spalle di Thuram, ma ieri Cristian Chivu ha deciso di provare la sua idea tattica contro gli Urawa Reds. Inter col 3-4-2-1 dunque e, vista l'assenza di Tikus, Lautaro punta con Esposito-Zalewski alle sue spalle. La mossa non ha funzionato, più per l'approccio e l'atteggiamento degli interpreti che per l'idea in sè. Quest'Inter senza trequartisti o numeri dieci in rosa, eccezion fatta per Valentin Carboni (entrato prima da mezzala e poi da quinto sulla destra), sembra faticare a capire cosa significhi giocare col 3-4-2-1 di gasperiniana memoria. Con quel sistema di gioco la squadra ha perso tutte le spaziature, schiacciandosi in un sistema di gioco e in un possesso palla molto piatto: troppi buchi in difesa, soprattutto sul lato di Luis Henrique, e pochissima velocità d'esecuzione.
Chi ha risentito del cambio di sistema è stato in particolare Barella, abulico e apatico, mai così fuori dal gioco e dalla partita. Zalewski aveva approcciato bene ed era stato il migliore nel primo tempo, nel nulla generale, poi è stato sostituito. Chivu ha deciso di tornare sul 3-5-2 e la squadra è tornata pericolosa, seppur faticando a colpire gli Urawa Reds: è servita la stanchezza dei giapponesi, sommata all'assalto disperato nerazzurro, per ribaltare i giochi e vincere sul 2-1. Però un dato è certo: si è vista un'Inter migliore col 3-5-2, Mkhitaryan-Carboni mezzali (poi Miki-Sucic nel finale) e Lautaro-Pio punte, che col doppio trequartista. La strada alternativa non verrà accantonata, ma servono delle riflessioni.
Inter, il 3-4-2-1 ha senso solo se si comprano dei dieci. Cambia il mercato?
Sin qui si è parlato molto dell'attacco dell'Inter (Bonny e/o Hojlund) e della difesa, con Leoni nome prioritario e le riflessioni su Bisseck. Si è parlato anche dei dubbi su Calhanoglu e del suo vice. con Asllani in uscita e vari nomi per sostituirlo, e si è discusso di Frattesi (che dovrebbe restare). Ora però l'Inter dovrà fare delle riflessioni proprio sul centrocampo, qualora Chivu decidesse di proseguire a lavorare sul 3-4-2-1 e accantonare definitivamente il sistema con due mezzali. Per interpretare bene quel modulo non servono giocatori adattati, ma veri e autentici centrocampisti di qualità o numeri dieci. In tal senso, il nome di Nico Paz sarebbe perfetto. Chissà che non torni di moda, convincendo il Real Madrid a ricomprarlo dal Como per poi intavolare un'operazione d'acquisto. In caso contrario, avrebbe più senso proseguire sul 3-5-2 che tentare esperimenti tanto per farli: Urawa e Monterrey l'hanno dimostrato, l'attuale versione del 3-4-2-1 crea più caos che certezze.


