Iniziano i processi a Pio Esposito. Il teatro dell'assurdo
L'Inter ha perso il suo secondo derby stagionale, su altrettanti impegni, venendo punita dal gol decisivo di Pervis Estupinan nella prima frazione dell'incontro. Con tale sconfitta, i nerazzurri hanno visto ridursi il proprio vantaggio sui rossoneri, secondi nella classifica della Serie A, a 7 punti, con le prossime 10 gare che decideranno l'esito della corsa scudetto.
In questo contesto, tra i vari giocatori oggetto di critica vi è anche Francesco Pio Esposito, reo di non aver ovviato a sufficienza all'assenza di Lautaro Martinez e Marcus Thuram. Una polemica del tutto pretestuosa, considerando che il centravanti italiano è soltanto alla prima stagione in una grande squadra come quella nerazzurra.
Il teatro dell'assurdo
Far salire Pio Esposito sul banco degli imputati, dopo il ko contro il Milan per 0-1, significa pretendere dal classe 2005 più di quanto lecito e comprensibile. In assenza di sufficienti rifornimenti dai difensori e dai centrocampisti, l'italiano ha comunque raccolto un buon numero di palloni, con 5 duelli vinti su 10. A ciò si è aggiunta anche una precisione nei passaggi pari al 69%.
Rispetto al compagno di reparto Ange-Yoan Bonny, il Nazionale italiano si è mostrato più "dentro" la partita, non facendo mai mancare un'attenzione costante e una dedizione massima al sacrificio al fine di restituire in campo la migliore versione di se stesso. Pur essendo mancato il guizzo finale, Pio ha comunque offerto una prestazione sufficiente, a dispetto di ciò che asseriscono taluni. Avere aspettative su quello che è uno dei calciatori più promettenti del calcio italiano è comprensibile, pretendere qualcosa di esagerato rispetto al contesto è, invece, un esercizio da evitare.






