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tmw / inter / Editoriale
Rivoluzione d’estate: non esagerare
Oggi alle 00:00Editoriale
di Lapo De Carlo
per Linterista.it

Rivoluzione d’estate: non esagerare




Con un anticipo eccessivo rispetto ai tempi si sta parlando in modo costante e sistematico di rivoluzione all'Inter.

Anche altre squadre In Italia stanno vivendo di qualche perplessità o dubbi in vista del futuro, come per esempio Lukaku al Napoli, il rinnovo di Vlahovic alla Juventus o il futuro di Leao al Milan.
Si parla però di singoli giocator, non di cambiamento totale del layout della squadra.
Il grande paradosso è che la formazione con il collettivo più forte dovrebbe essere smontata reparto per reparto e rimontata con ulteriori innesti.

Da una parte è comprensibile, considerata l'età avanzata di diversi giocatori, dall'altra è rischioso pensare di privarsi di titolari dal valore importante come Bastoni. Anche l'anno prima si parlava della possibile cessione di Dimarco o di quella di Calhanoglu, mentre questa stagione oltre al difensore viene dato per scontato l'addio di Thuram. 
Forse però c'è troppa fretta nel pensare di liberarsi di alcuni giocatori o non poter rinunciare a una cifra che a noi sembra alta per cedere un pilastro della squadra. 
Il caso Bastoni è emblematico

Se si dovesse dar retta a tutte le voci si tratterebbe di un Inter spogliata di almeno una decina di giocatori, i quali dovrebbero essere sostituiti da altri dieci altrettanto forti. 

Personalmente non credo nelle rivoluzioni in una sola volta ma in quelle che arrivano sessione per sessione. 

Bastoni è un giocatore che rappresenta l'identità dell'Inter. 

E qui da anni, è italiano, è forte ed è un asset che va oltre alle sue qualità tecniche. Privarsi di un atleta con queste caratteristiche significa rischiare di perdere una parte di quell'anima che ha reso l'Inter così competitiva, pur senza disporre di fuoriclasse. 

Senza più Sommer (almeno come titolare), Martinez, Bastoni, Acerbi, De Vrij, Frattesi, Mkhitarjan, Calhanoglu, Thuram, forse Dumfries, Diouf e magari anche Bonny,è necessario fare grossi investimenti, incongrui con le possibilità economiche del club.
Tra i dieci e i dodici elementi si parla di mezza rosa. Un po' troppo.
I simultanei addii di una parte della rosa libereranno soldi utilizzati per gli ingaggi, mentre due partenze eccellenti porterebbero un quantitativo economico per poter centrare alcuni obiettivi. Tuttavia, se i nomi sono Vicario, Palestra, Solet, uno o due Stankovic (portiere e centrocampista), Konè, Diaby, Ndoye, persino Nico Paz (razionalmente impossibile) significa che la società intende davvero cambiare modulo e intelaiatura.
Fare tutto in una sola sessione di mercato è però proibitivo. Qui si spiega l’idea di trattenere Sommer, come secondo, ancora per una stagione, così come Mkhitarjan come alternativa a centrocampo. Quanto a Calhanoglu, di centrocampisti con le sue caratteristiche in giro ce ne sono pochissimi, il contratto non è in scadenza e se il Galatasaray si ripresentasse con la stessa offerta dell’anno prima è scontato che resti.

Marotta e Ausilio sanno che ci sarà molto da cambiare ma fare tutto in un’estate è rischioso, a prescindere dalla capacità di raggiungere gli obiettivi.
Già non fa bene sentire di cessioni e saluti quando l’Inter è in piena corsa scudetto, insistere con la necessità di stravolgere la rosa non è così necessario, sapendo quanto è complicato chiudere un singolo affare, come dovrebbero dimostrare tutte le ultime sessioni di mercato. Ci vorrà pazienza.