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Oltre lo scudetto: il futuro dell'Inter tra rivoluzione necessaria, la sfida di Chivu e il dovere di OaktreeTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Marco Lavatelli
per Linterista.it

Oltre lo scudetto: il futuro dell'Inter tra rivoluzione necessaria, la sfida di Chivu e il dovere di Oaktree

Parte ufficialmente il weekend che può portare l'Inter a festeggiare il 21esimo Scudetto. Un fine settimana che qualcuno passerà a tifare la propria squadra, mentre altri a sperare in notizie particolari sul caso Rocchi e "gradimenti" per arbitri che hanno tutte le squadre o a intrpretarle in maniera molto stravagata. L'ambiente nerazzurro continua a restare tranquillo, visto che non c'è nulla che deve far scattare qualche altro sentimento, e soprattutto si prepara alla festa. 

Del percorso di Chivu e i suoi ragazzi in campionato si è già detto tutto: un tecnico che arrivava ad Appiano con 13 panchine in Serie A, una squadra che veniva da un finale di stagione che più doloroso non si poteva, un'estate senza quel rinnovamento che tutti a gran voce avevano chiesto. Dopo lo scudetto forse l'idea della rivoluzione non sarà "popolare" rispetto ad un anno fa, ma sarà ancora più necessaria. Ringraziando chi ha dato tantissimo per questa maglia, l'Inter deve entrare in una nuova era. Tutto porta a credere che sarà proprio così a partire da giugno. Doverosa una premessa: la proprietà ha l'obbligo di mettere la dirigenza nelle condizioni di fare un mercato importante. Se il budget iniziale sarà veramente di 40mln come filtra, a fronte della possibilità di finire come minimo a -80 visti i ricavi, Oaktree avrebbe delle responsabilità non indifferenti. 

Previsto un traffico da bollino rosso in tutti i reparti. In porta ormai la scelta sembra essere stata fatta: via Sommer e dentro Vicario, destino di Martinez che dipenderà dalla sua volontà di rimanere come secondo. Al netto delle legittime perplessità sul rendimento di quest'anno dell'ex Empoli, per fare valutazioni sull'affare con il Tottenham bisogna aspettare di conoscere le cifre. Difficile, eventualmente, trovare punti negativi dell'acquisto di Vicario se sarà valutato meno o intorno ai 15 milioni. Altrimenti la situazione sarebbe diversa, perché probabilmente la priorità dell'Inter dovrebbe essere la difesa.

Al posto di Acerbi e De Vrij ci vuole almeno un titolare. Akanji molto meglio da terzo a destra che da centrale. Vendere Bastoni avrebbe senso solo di fronte a due condizioni: una sua esplicita richiesta di partire e un'offertona senza senso. Muharemovic o Solet perfetti per svecchiare e rinforzare il reparto ma non per fare i titolari. Almeno uno tra un vice-Bastoni e un vice-Dimarco va preso indipendentemente dal futuro di Carlos Augusto. Se Bastoni alla fine rimarrà - occhio perché le notizie su Barcellona-Cuti Romero possono essere significative -, la fascia destra con la clausola da 25mln di Dumfries si candida ad essere il tema più delicato: con l'Atalanta che darà via Palestra solo a cifre da Premier, quale sarà la soluzione?

Giusto che Chivu spinga per essere accontentato in toto ma soprattutto a centrocampo: la stagione di Calhanoglu testimonia la sua importanza ma anche il fatto che serva un quarto titolare. Se il profilo indicato dall'allenatore è Konè, Curtis Jones può essere l'occasione da non mancare. A meno di offerte esagerate, Aleksandar Stankovic deve essere un giocatore dell'Inter 2026-27. Per chiudere, l'attacco: senza voler essere ridondanti, in avanti non si può prescindere dall'inserimento di almeno un giocatore che abbia come caratteristica principale l'uno-contro-uno. Questi ultimi punti saranno cruciali per mettere a disposizione di Chivu davvero una squadra "sua": quest'anno il lavoro è stato superlativo ma legittimamente dal 2026-27 ci si aspetta un ulteriore passo.