Jones: "Inter competitiva per la Champions, non sono d'accordo con le critiche"
Marco Pieracci
Intervistato in esclusiva da DAZN, per il format Believe, il centrocampista nerazzurro Curtis Jones ha parlato dei suoi primi mesi all'Inter, partendo però da un gol speciale realizzato con la maglia del Liverpool (quello nel derby di FA CUP con l'Everton del gennaio 2020) "Non c'è molto da dire, sono uno scouser, era un derby, una delle partite più importanti che puoi giocare. Era il mio primo gol, in un derby. Un momento che mi resterà dentro a vita".
Speri di segnarne un altro così?
"Sì, al 100%. Mi basta segnare, Che sia così bello o un tap-in, un gol è un gol. Voglio dimostrare che posso aiutare la squadra per lottare in Champions. L'Inter è una grande squadra, segneremo tanto e arriveranno presto momenti importanti. Non vedo l'ora".
Isak ha detto che sei il giocatore più sottovalutato con cui ha giocato.
"È bello, è un complimento. Non l'ha detto solo lui, altri compagni hanno detto lo stesso. È bello essere apprezzato da un compagno. Ci sono cose che faccio in campo che i compagni notano e i tifosi forse meno. So che oggi il calcio è tutto incentrato sulle statistiche, io forse non segno tanto, ma faccio altro in campo che viene apprezzato da staff e compagni".
Che differenze hai trovato con la Premier League?
"Al Liverpool a volte è stato difficile, quindi spero di poter aiutare la squadra e fare il mio meglio. Quando ho giocato contro l'Inter in Champions e abbiamo vinto ho notato subito la connessione coi tifosi. Io e il Liverpool abbiamo sempre avuto questo tipo di rapporto, sono uno scouser. Ho sempre detto che erano il dodicesimo uomo e penso lo stesso qui. Per cui è stata una scelta facile. Qui è diverso ma mi piace, La mia famiglia è felice e questa è la cosa più importante. Sono in un club dove sono tutti fantastici. Mi sento a casa, non mi sembra di essere un nuovo acquisto. Da fuori tutti pensano che la Serie A sia più lenta, di un livello non così alto. Sono d'accordo solo in parte, le partite sono più lente per il modo di affrontarci degli avversari e al Liverpool era lo stesso. Le avversarie giocavano un blocco basso rendendo tutto più difficile".
Cosa puoi portare alla squadra?
"Energia. E anche calma. Sono un giocatore a cui piace prendersi dei rischi, allo stesso tempo penso sia normale provare ad abbassarsi e giocare senza pressione, ma non voglio essere solo quel tipo di giocatore. Voglio tentare assist e gol, in alcuni momenti il rischio non funzionerà ma voglio portare energia ed entusiasmo. L'obiettivo è vincere il campionato ma se vogliamo lottare in Champions serve un'energia diversa. Noi inglesi portiamo anche esperienza. In Champions è una questione di intensità ma anche di esperienza, è un mix".
Come hai preso le critiche dopo le prime partite?
"I tifosi hanno le loro opinioni sulle mie prestazioni, ma se ripenso a Real-Inter credo sia quella in cui ho creato più tiri, sono stato molto coinvolto, rispetto ad altre gare in cui i tifosi potrebbero dire che ho giocato meglio. Ho preso una traversa. Dipende da come la vedi quindi non sono d'accordo con le critiche. Anche su quelle a Roma perché tutta la squadra ha giocato male fino al primo gol nostro. Ci saranno sempre partite in cui giochiamo tutti bene, io compreso e segneremo, ma affronteremo anche partite in cui non ci riusciremo. Non incolperò mai un allenatore o un compagno, la responsabilità è mia ma non sarò mai timido, sarebbe facile per me giocare comodamente, abbassarmi, giocare senza la pressione addosso, ma non voglio essere un giocatore che non prende rischi. Quando funziona è fantastico ma devo accettare che non può essere sempre così. Tifosi, compagni e staff potrebbero avere da ridire, ma non sono uno che si lascia condizionare".
Pensi che la squadra abbia ciò che serve per competere in Champions?
"Sì, al 100%. Se guardo i miei compagni, per qualità, individualità, possiamo segnare, fare assist, creare occasioni, c'è un forte spirito di squadra, sappiamo rimontare, non perdiamo la testa, i tifosi ci aiutano. Sento che la squadra ha ciò che serve. Non avrei mai scelto una squadra che non ha il necessario. Non credo ci sia granché da cambiare, ci sono dettagli da migliorare ma il divario non è così grande".


