Inter, Chivu: "Rispettiamo il Bodo, ma se c'è una squadra che può rimontare è la nostra"
L'Inter domani affronta il Bodo Glimt nella gara di ritorno dei playoff di Champions League. I nerazzurri devono rimontare il 3-1 della gara d'andata per accedere agli ottavi di finale della competizione. In conferenza stampa ad Appiano Gentile interviene l'allenatore dei nerazzurri Cristian Chivu
Cosa vi ha insegnato l'andata?
"Quello che già sapevamo ovvero che non sarebbe stato semplice. Dovevamo adattarci al meglio ma lo abbiamo fatto solo a tratti. Sapevamo della loro forza".
Quanto pesa l'assenza di Lautaro?
"Noi abbiamo tanti leader e tutti si sentono responsabili, lo hanno fatto da inizio stagione. Sanno che il loro contributo è fondamentale. Abbiamo voglia e fame e anche umiltà. Speriamo ci continuare a marciare così".
La convinzione del gruppo a che punto è?
"I ragazzi hanno convinzione e lo stanno facendo vedere da mesi. Hanno grande cultura del lavoro e lo fanno vedere, non centra niente una partita o una battaglia persa. Conta dare sempre il massimo".
Il vantaggio in campionato cambia l'approccio alla gara?
"No, non centra niente, dobbiamo pensare solo alla partita e a niente altro".
Pesa il fattore psicologico?
"Noi abbiamo il dovere di provarci fino in fondo. Dobbiamo avere fiducia, consapevoli del fatto che non sarà semplice. Non dobbiamo perdere fiducia e autostima, si può arrivare anche ai supplementari e rigori. Non dobbiamo avere l'ossessione di segnare subito. Vanno gestiti al meglio i momenti".
Sarebbe una vergogna perdere contro una squadra piccola?
"No, non c'è niente di vergognoso, c'è il lavoro di una squadra e società. Noi abbiamo grande rispetto per il Bodo, lo ha fatto vedere contro City, Borussia, Atletico. Hanno fatto vedere che hanno un progetto sano. Abbiamo cercato di essere la miglior versione di noi stessi all'andata".
C'è un piano gara definito?
"Non bisogna stravolgere niente del piano gara, non possiamo perdere equilibrio e fiducia. La partita dura novanta minuti, subire gol non vuol dire niente. Il calcio è imprevedibile, consapevoli che si deve dare tutto. Bisogna trovare anche il valore individuale dei giocatori".
Quanto pesa l'effetto San Siro?
"Per noi è importante ritrovare l'erba (ride ndr)".
L'allenatore può incidere per le rimonte?
"Io l'allenatore non lo ascoltavo (ride ndr). Mi affidavo ai miei pensieri e alla mia fiducia, speravo di essere all'altezza dei miei compagni, era il mio primo pensiero. Se avessi ascoltato i consigli forse avrei fatto di più, ma ho sempre pensato a non deludere i miei compagni. Sanno anche loro quanto è importante, se c'è una squadra che può ribaltare il risultato siamo noi, senza mancare di rispetto di nessuno. Dobbiamo aggiungere qualcosa in più".
Hai pensato a nuovi schemi?
"Una squadra che ha costruito una stagione sulla continuità, segniamo più di due gol a partita, abbiamo fatto 21 vittorie in campionato e cinque in Champions e siamo primi in tante cose. Quindi non possiamo essere preparati in maniera diversa. Abbiamo cercato di risolvere qualche errore, ma il contesto era molto strano per il campo. Le partite comunque si preparano sempre con lucidità".
Il caso Bastoni all'andata vi ha condizionato?
"Abbiamo avuto una settimana di m...dopo la Juventus, non è stato facile giocare in quelle condizioni".
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