Inter, Marotta: "250 nuovi stadi in Europa negli ultimi 20 anni, solo 5 in Italia"
Giuseppe Marotta, presidente dell'Inter, è stato intervistato da DAZN (così come il suo omologo in rossonero Scaroni) per approfondire il tema del nuovo stadio di Milano, che i nerazzurri stanno realizzando in joint venture con i cugini del Milan: "Abbiamo deciso di farlo con il Milan perché è una matrice unica, la storia lo dice. A San Siro hanno giocato per decenni sia Milan che Inter. Milano è Milan e Inter. Era logico continuare questo percorso perché entrambi i club hanno idee futuristiche sul nuovo impianto che deve rispettare gli standard di modernità, sicurezza e ospitalità. Lo stadio deve essere inteso come una struttura attiva 24/7. San Siro non risponde più a questi requisiti perché l'età avanza. La media degli stadi in Italia si aggira attorno ai 60 anni, da qui l'esigenza di fare un nuovo stadio, nel rispetto di quei valori e di quelle emozioni che San Siro ha regalato alle varie generazioni. Il Meazza è un'icona".
Il percorso di Inter e Milan potrebbe essere fonte di ispirazione? Un suggerimento, magari, per la nuova figura del commissario per gli stadi. Di fronte a tali osservazioni, dice Marotta: "Questa è la nota dolente, i numeri contano per fare delle riflessioni. Negli ultimi 20 anni, in Europa, sono stati costruiti 250 nuovi stadi, di questi solo 5 in Italia. Questo la dice lunga su quanto siamo fanalino di coda. Le strutture sono un aspetto negativo della nostra parte sportiva, ma non è certo colpa di questo Governo, La colpa va circoscritta alla politica che nel corso degli anni ha dato poco risalto alle strutture sportive che rappresentano un patrimonio. Il percorso che una società deve intraprendere è burocratizzato al massimo, bisognerebbe trovare una via più fluida. Non è una questione di soldi, i capitali si possono trovare, come nel nostro caso. Il problema è la burocrazia che è molto ingessata e spesso e volentieri diventa lo strumento per allontanare i potenziali investitori".
Milano si appresta a diventare una delle case di Euro 2032, cosa che il numero uno dell'Inter commenta così: "La speranza è di avere uno stadio nuovo nel corso del 2030, quindi in leggero anticipo rispetto agli Europei. Immaginare che Milano non faccia parte di quegli stadi dove si disputeranno gli Europei è qualcosa di inimmaginabile. Milano deve essere presente, gli investimenti di Oaktree e RedBird sono in sintonia con questo. Le due proprietà hanno fatto tantissimo per arrivare a questo punto e vogliono arrivare ad avere uno stadio di proprietà in quella data. Immaginare che non ci sia significherebbe avere avuto a che fare con problematiche di carattere burocratico, non certo di volontà da parte delle due proprietà. Io auspico che questo percorso - grazie alla Regione, al Governo e al Comune - possa essere veloce. La difficoltà nasce dalla lentezza dell'iter che, attraverso la presenza di un Commissario, deve essere annullata".
L'intervista di Marotta si conclude quindi con i prossimi passi e una richiesta per la data di inizio lavori: "Adesso siamo ancora in una fase iniziale, servono ancora autorizzazioni da parte dell'Amministrazione comunale e della Regione. Poi passeremo nella fase del masterplan, del progetto vero e proprio che sarà fatto da Foster e Manica, due icone dell'architettura sportiva e non solo. Quindi direi che l'obiettivo è arrivare nel 2030 a disputare la prima partita".
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