Lapo De Carlo: "Sconcertante la reazione alla simulazione di Bastoni"
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Non si placano le polemiche relative a Inter-Juventus e al cartellino rosso rimediato da Pierre Kalulu per il non fallo, e la simulazione di Alessandro Bastoni. Questo è l’argomento del podcast di oggi de L’Interista, a cura del direttore Lapo De Carlo. La risposta di Marotta è arrivata dopo 36 ore di riflessioni, dopo tutto quello che è successo. I fatti li conosciamo tutti e la questione è molto semplice ma, contemporaneamente, anche molto complicata.
La questione è che l’Inter è andata a toccare un vespaio, probabilmente in maniera involontaria. Quando Bastoni fa una furbata, di cui è responsabile, perché le responsabilità dell’Inter nella partita passano anche da lì: Bastoni fa una sceneggiata che rischia e che rappresenta una sciocchezza colossale. Perché se avessero espulso Bastoni, oggi non verrebbe eletto paladino dei tifosi dell’Inter e sarebbe di fatto crocifisso dagli stessi sostenitori.
Il fatto che sia accaduto il contrario, naturalmente, oggi lo elegge a beniamino.
E quindi Bastoni viene sostanzialmente celebrato. Ha fatto un’idiozia tripla, ma il resto è sconcertante: abbiamo visto la reazione di Comolli che a momenti mette le mani addosso all’arbitro, fermato dal suo allenatore, è grave che John Elkann telefoni a Gravina.
Oggi ci accorgiamo che il calcio è più importante di quanto non siano le cose davvero importanti nel nostro Paese e forse si spiega anche per quale motivo in Italia le cose non vanno proprio benissimo.
Le considerazioni del giornalista Angelo Giorgetti:
Cinque considerazioni dopo il caso Bastoni.
1) Così fan tutti. I contatti di gioco hanno quasi sempre gli effetti dell’implosione di un condominio.
2) Mai ho sentito una presa di posizione da parte dell’AIC (l'associazione dei calciatori) per condannare le simulazioni.
3) Fin da ragazzini, i giocatori vengono istruiti a fare i furbi.
4) Ci sono centomila telecamere e ancora non c’è una norma per punire i simulatori, anche a freddo, il giorno dopo la partita.
5) La svista dell’arbitro La Penna è stata grave, ma il protocollo che ha impedito al Var di correggerla è ridicolo.
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