Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / inter / Serie A
L'Inter è fragile? Presto per dirlo, ma gli infortuni preoccupano ChivuTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 07:00Serie A
di Bruno Cadelli

L'Inter è fragile? Presto per dirlo, ma gli infortuni preoccupano Chivu

Ci sono colpi particolarmente dolorosi, montanti al corpo capaci di togliere il fiato fino a farti barcollare sulle corde. Bordate difficili da assorbire anche per un pugile solido e in pieno controllo del proprio destino. Questa è l’immagine dell’Inter post derby, una squadra che negli ultimi mesi sembrava un caterpillar e che ora rischia di sentirsi leggera e fragile come un colibrì. La sconfitta contro il Milan ha mostrato una squadra appannata fisicamente e ancora fragile di testa quando conta di più. Anche un pareggio avrebbe gettato una secchiata d’acqua gelida sulla fiammella di speranza rossonera, ma alla squadra è mancata la forza per la stoccata finale. Sette punti di distacco non sono un falò nella notte, ma spesso basta solo un lumino per avere speranza nel buio. A Torino il primo campanello d’allarme, con la rimonta juventina nel finale e la stilettata di Adzic all’ultimo secondo. Contro il Napoli la sconfitta pesante del Maradona - con l’episodio discusso del rigore di De Bruyne - poi il ko nel derby d’andata dopo aver costruito tanto e concretizzato niente. In mezzo la corsa pazza e determinata con le medio piccole in campionato, accompagnata dai ko contro Atletico Madrid, Liverpool, Arsenal. Senza considerare il doppio schiaffo europeo per mano del Bodo Glimt, fatto passare in cavalleria come se niente fosse, o quasi. Fino al novantesimo di Inter-Juventus, invece, i nerazzurri stavano pareggiando 2-2 contro una squadra ridotta in dieci uomini da più di un tempo per ragioni note. Il sinistro di Zielinski ha consegnato la vittoria, ma possiamo considerarla alla prova dei fatti come l’eccezione che conferma la regola. Oggi la squadra godrà di un giorno di riposo, ma da domani Cristian Chivu dovrà cucire la piccola crepa che si è aperta dopo il ko contro i rossoneri. Quando ci sono colpi tonanti si dice che la reale portata di una sconfitta la si calibra nella partita successiva. Giusto così, anche perché ad oggi l’Inter ha sempre saputo rialzare la testa e proprio il derby d’andata ha lanciato la cavalcata nerazzurra fino al nuovo stop imposto da Massimiliano Allegri. L’Inter ora deve tirare il fiato e guardare in casa propria, facendo anche i conti con una condizione fisica forse non più così ottimale, e con la necessità da parte di tutto il gruppo di dover tirare fuori dal barile ancora un po’ di carburante. Calhanoglu con l'Atalanta non ci sarà e alla Pinetina sperano di averlo a disposizione per la trasferta di Firenze. La contusione alla tibia di Bastoni va monitorata, Thuram sta smaltendo l'attacco influenzale che lo ha messo fuorigioco domenica sera. Il destino dell’Inter non è scritto e anche il rientro al top di Dumfries, apparso ancora indietro, potrebbe fare tutta la differenza del mondo. L'allenatore rumeno dovrà necessariamente richiamare tutti alla responsabilità. Dimarco non può essere sempre il salvatore della Patria e senza Lautaro Martinez è Marcus Thuram a dover alzare il proprio livello. Lo sa il francese e ne è consapevole anche Chivu, visto che Bonny e Pio Esposito hanno il futuro davanti agli occhi, ma devono fare i conti con una pressione sulle spalle non indifferente. Destini da giocatori di top club, niente di più. La squadra domani alla Pinetina comincerà il lavoro in vista della partita di sabato contro la Dea e solo lì si capirà esattamente quanto il sinistro di Estupinan sia stato un gancio al mento. L’Inter è all’angolo ma non ko. Ai punti, l’incontro è ancora a vantaggio dell’angolo nerazzurro.