Juve ok, Spalletti vuole un U19 italiano per squadra. Milan, Tare blinda Leao: le top news delle 22
Poco dopo l'intervallo, il Milan è ancora sullo 0-0 in casa del Napoli nel big match del 31° turno di Serie A. Entrambe le squadre hanno bisogno di una vittoria per rimanere in corsa per lo Scudetto.
Il ds del Milan Igli Tare ha parlato ai microfoni di DAZN di Rafael Leao: "Ne parliamo ogni settimana, le sue qualità sono fuori discussione. ha avuto tanti infortuni che non l'hanno fatto esprimere al meglio. L'abbiamo portato in panchine perché durante la partita può fare la differenza. Il suo futuro? Ha un contratto per altri due anni, è un giocatore molto importante per il Milan".
Giovanni Manna, direttore sportivo del Napoli, ha parlato così a DAZN di Lukaku: "La situazione per me è assolutamente chiara. Romelu doveva andare in Nazionale, è rimasto in Belgio ad allenarsi contrariamente alla nostra volontà. Avremmo voluto parlarne qui a Napoli: non è avvenuto e non siamo contenti, ma il rispetto del gruppo vale più di tutto. Spero che rientrerà tra una settimana e ci saranno delle conseguenze, ma il calcio va avanti e oggi gioca Giovane".
La Juventus ha battuto 2-0 il Genoa nel posticipo della 31^ giornata di Serie A grazie ai gol di Bremer e McKennie. Di Gregorio sugli scudi, è riuscito a parare un calcio di rigore a Martin.
Daniele De Rossi, tecnico del Genoa, ha parlato a Sky Sport della situazione del calcio italiano: "Ne ho lette e sentite tantissime, ognuno ha la sua ricetta... Io ho una squadra di Serie D, proviamo nel nostro piccolo a ripartire dalle basi e lo facciamo da prima che perdessimo con la Bosnia. I risultati però bisogna essere coscienti che si vedranno tra 15-20 anni, serve pazienza, vanno aspettati. Poi se il metro di paragone sono Totti o Del Piero, non è detto che ne nascano tanti altri... Ho letto delle PlayStation, ma quelle ci sono in Norvegia, in Bosnia e dappertutto. Se vogliamo crescere bisogna pagare la gente che lavora con i giovani non come chi fa un qualcosa dopo il lavoro, ma come chi lo fa di lavoro".
Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria per 2-0 contro il Genoa, spiegando così come ha vissuto l'eliminazione dell'Italia: "Malissimo e giuro che quando è finita la partita contro la Bosnia mi sono immaginato di essere Gattuso, il primo pensiero è andato a lui. È una persona perbene, ha sentimento, ha tutte le qualità per essere un top al mondo e mi sono detto: 'Se fossi stato ancora lì e mi fosse successo a me in quella temperatura, in quello stadio...'. Io veramente non ne sarei uscito, a seconda di come sei fatto quando te le schiodi di dosso? È impossibile. Io l'ho subita tanto, in una maniera forte, mi ha creato una non reazione, non ce la facevo a parlare di calcio, mi sono quasi nascosto dal dispiacere. Poi se Kean segna il 2-0 si parla di grande Italia. In questi sbalzi di opinione bisognerebbe avere un po' più di equilibrio e considerare che questi ragazzi qui, dentro quel contesto, è facile finché non ci arrivi, poi quando sei lì... Un po' la subisci e succede, è la pesantezza della situazione. Avevamo fatto bene, le avevamo vinte tutte tranne la Norvegia, ma è una situazione pesantissima. Udinese-Como su 33 in campo ce n'erano solo 2 italiani, questo fatto è fondamentale perché bisogna tentare di tutelare i nostri talenti. Non voglio fare quello che dà consigli, ma se non ce la facciamo da soli ad avere l'affetto per i nostri giocatori. Se non ci si fa a tutelarli... Faccio un esempio: ma se si facesse giocare un Under 19 titolare in Serie A in ogni squadra? Noi saremmo costretti ad averne quattro a disposizione per farne giocare uno e poi che faccio? Vado a informarmi e a vedere quelli di qualche anno prima perché me ne servono altri 3-4. Chi diventa buono? Magari nessuno della Juve, ma ne esce uno dalla Cremonese magari. Li devo governare, ho bisogno di uno che non faccia scendere il livello. Ho detto una cosa che all'estero non fanno, ma a noi farebbe comodo, tanto non si fanno giocare i giovani. Sono 80 calciatori che lavoriamo così per farli diventare più forti. Poi la nostra Nazionale è forte, ve lo aveva fatto vedere anche con Gattuso e lui per quanto mi riguarda aveva fatto scelte corrette, quelli sono i più forti. Gli episodi hanno determinato, non è che ora siamo i peggiori, c'è la lettura delle partite che fa la differenza. Il calcio è uno sport episodico".
Reduce dalla delusione di Zenica, Andrea Cambiaso è stato titolare oggi nel 2-0 con cui la Juventus si è imposta contro il Genoa e successivamente è intervenuto in conferenza stampa, per rimarcare quanto abbia pesato per lui vincere: "È importante perché personalmente ho vissuto male la settimana in Nazionale. Sapevo non avrei trovato spazio, è stato brutto, mi ha fatto male non giocare quelle partite. È stata una bella batosta, oggi speravo di giocare. Non vedevo l’ora, è stato importante per me e per la squadra. È stata una vittoria importantissima".
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