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Serie A, perché Lazio e Verona sono le uniche non (ancora?) a favore di MalagòTUTTO mercato WEB
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Oggi alle 14:00Serie A
di Ivan Cardia

Serie A, perché Lazio e Verona sono le uniche non (ancora?) a favore di Malagò

Diciotto firme per Giovanni Malagò presidente della Federcalcio. È questo l’esito dell’assemblea di Lega Calcio Serie A, tuttora in corso di svolgimento in via Rosellini, che ha portato i club del massimo campionato a esprimere una larghissima maggioranza in favore della candidatura dell’ex presidente del Coni alle elezioni federali, in programma il prossimo 22 giugno. Le uniche due società non a favore di Malagò - è corretto parlare di firme, non di voti: non era prevista una votazione sul tema, si trattava di firmare un modulo federale - sono Lazio e Hellas Verona. Non sorprende la posizione di Claudio Lotito, da tempo in netta minoranza e che vedrebbe di buon occhio un commissariamento della FIGC. Più sorprendente la scelta degli scaligeri, che comunque hanno ancora tempo per appoggiare Malagò: le firme depositate o meno oggi non impegnano infatti in vista delle elezioni. In quella sede - ammesso che lo stesso Malagò accetti di candidarsi - chi oggi ha firmato a favore potrebbe votare contro, e chi non ha firmato potrebbe votare a favore. Sta di fatto che le posizioni di Lazio e Verona, per quanto esposto dai rispettivi vertici (Lotito e Italo Zanzi) in assemblea, non riguarderebbero una contrapposizione personale a Malagò. Alla base dei no, infatti, vi sarebbe l’idea che, prima di votare un nome o l’altro, vada rifatto l’intero impianto normativo, a partire dalla legge sul professionismo (che risale al 1981) e dalla Melandri (2008, ma ritoccata più volte negli anni). Per il presidente della Lazio è troppo basso il 18% della Serie A in assemblea elettiva federale, rispetto al 34% della Serie D o al 20% dell’assocalciatori. Una battagli di principio, ovviamente, impensabile da affrontare nei soli due mesi che separano dalle elezioni.