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Tutti con Malagò: perché una maggioranza così ampia allontana la Serie A a 18 squadre

Tutti con Malagò: perché una maggioranza così ampia allontana la Serie A a 18 squadreTUTTO mercato WEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Ivan Cardia
Oggi alle 14:46Serie A
Ivan Cardia

Tutti insieme appassionatamente. Chi aveva dubbi sulla possibilità che la Serie A potesse appoggiare Giovanni Malagò, ha sbattuto sui numeri delle firme incassati oggi in assemblea di Lega a Milano: 18 club su 20 (Lazio e Hellas Verona le uniche a distinguersi) hanno infatti firmato la candidatura del presidente del Coni come numero uno della Federcalcio.

È una maggioranza ampia, anche più delle migliori aspettative di chi (Marotta e De Laurentiis in testa) sponsorizzava la candidatura di Malagò: l’assemblea è partita dalle 14 firme già raccolte in precedenza. Alla fine, sono salite di altre quattro, peraltro almeno l’Hellas Verona - la Lazio più difficilmente - potrebbe spostarsi e votare per Malagò il 22 giugno. È una maggioranza così ampia, che, senza definirla una brutta parola, nasce da un evidente compromesso.

Il principale tema di divisione nel massimo campionato (lo ha definito tale anche il presidente di Lega nella conferenza a metà assemblea) è la riduzione del numero di squadre da 20 a 18 (o persino 16). De Laurentiis, nel lanciare la candidatura di Malagò, lo ha definito come uno dei possibili approdi. In realtà, è molto probabile che l’appoggio incondizionato di tutta - o quasi - la Serie A all’ex presidente del CONI racconti una storia diversa. Lo spauracchio della riduzione era il principale timore delle medio-piccole: se hanno firmato, vuol dire che hanno avuto delle rassicurazioni. Così, almeno fino al 2028 (data delle prossime elezioni federali, in linea con il quadriennio olimpico), la Serie A sarebbe al sicuro dal taglio tanto agognato dalle big.

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