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Reginaldo, retroscena di mercato: "Mourinho e l'Inter mi seguivano, me lo disse Maicon"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 08:38Serie A
di Yvonne Alessandro

Reginaldo, retroscena di mercato: "Mourinho e l'Inter mi seguivano, me lo disse Maicon"

Reginaldo Ferreira da Silva, ex attaccante di Fiorentina e Siena tra le altre cresciuto nel mito di Ronaldo Il Fenomeno, ha rilasciato un'intervista. a Gazzetta.it per raccontare cosa abbia significato per lui il due volte Pallone d'Oro brasiliano: "Viene subito dopo Gesù Cristo. Da piccolo andavo a Rio de Janeiro per vedere i suoi allenamenti. È uno dei giocatori più forti della storia. Appena tornerò in Brasile andrò a trovarlo". In passato il 42enne brasiliano poteva anche finire in una delle squadre nelle quali ha giocato il suo mito, quando venne cercato da un certo José Mourinho ai tempi del Triplete: "Ero al Siena e feci una partita straordinaria all’andata contro l’Inter a San Siro, feci due assist, davvero una partita bellissima. A fine gara venne Maicon a parlarmi e mi disse ‘Mourinho ti sta seguendo da tre mesi, continuerà a farlo, mi raccomando fai il bravo’. Io ho vissuto il calcio sempre allo stesso modo, non dovevo cambiare perché mi stava seguendo l’Inter, se dovevo essere un giocatore dell’Inter dovevo restare Reginaldo. Ho continuato a fare le stesse cose. Certo, mi fece molto piacere sapere dell’interessamento di una squadra blasonata come l’Inter", il racconto. Nella sua carriera da calciatore Reginaldo ha avuto anche Antonio Conte come allenatore: "Se lo segui anche a livello atletico ti migliora tanto", ha parlato riguardo l'attuale tecnico del Napoli. "Ti fa lavorare, arrivi a fare 90 minuti e non sentirli, sempre se riesci a non farti male. Io 43 anni ho ancora la mentalità di andare al campo ogni giorno, anche se si tratta di prima o seconda categoria, lo faccio sempre da professionista. È una mentalità che il mister ci ha inculcato così come altri allenatori, ma Conte più di tutti. Con il mister se dovevi fare un lavoro aerobico di 50 metri di campo in 10 secondi, lui stava lì a controllare se arrivavi preciso, non potevi arrivare né a 11 né a 9, è fatto così. Questa è la sua forza”.