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Tra sofferenze, amore, deserto e follia: la stagione della Lazio in una notteTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 06:30Serie A
di Lorenzo Beccarisi

Tra sofferenze, amore, deserto e follia: la stagione della Lazio in una notte

Tutto in una notte. Cancellare mesi di ansie, patemi e sofferenze. Impreziosire un'annata iniziata nel peggiore dei modi e proseguire tra tumulti e una tensione sempre più forte. Tornate in Europa dopo un astinenza e soprattutto rimettere in bacheca un titolo sei anni e mezzo dopo l'ultima volta. La Lazio di Maurizio Sarri può ottenere tutto questo questa sera in un Olimpico mai così pieno con i biancocelesti in campo. Le sofferenze di questa stagione si conoscono ormai a memoria. L'impossibilità di fare mercato, la valanga di infortuni che da inizio anno accompagnano Sarri, l'obbligo di cedere due big a gennaio e poi quell'atto d'amore del popolo laziale che ha tolto il tifo dall'Olimpico. Una scelta che il Comandante ha sempre rispettato, ma che "sicuramente ci ha tolto dei punti" ha detto il tecnico ieri in conferenza stampa. Nella stessa conferenza ha parlato di una squadra che "ha attraversato il deserto senza acqua", un gruppo che ora vede questa finale come un'oasi in fondo dopo una tempesta di sabbia. "Bisogna crederci fino alla follia" ha sentenziato Sarri. E allora, invece di aprire le porte alla bellezza, che si dia il via all'eresia: perché il distruttore e il costruttore sono le due facce dell'anarchia. Lazio, la svolta "anarchica" di Sarri Nessuna anarchia tattica, sia ben chiaro. L'aver invocato alla follia però fa capire quanto Sarri voglia andare oltre la logica, oltre la normale narrativa di una partita che sembra già scritta in partenza. Un distacco di 34 punti in classifica, 46 gol segnati in più dall'Inter e un 5-0 complessivo nei 180 minuti giocati in campionato che, a rigor di logica, non lasciano spazio a nulla, se non all'anarchia. Al distruttore e al costruttore. Distruggere la migliore fase offensiva che propone in questo momento il calcio italiano e farlo, qui sì, con l'ordine. E poi costruire con la libertà, con la forza in ripartenza di una delle squadre che, quando è in partita, sa sfruttare meglio le ripartenze in Italia. Quattro gol fatti e soprattutto zero subiti in tutta la stagione in contropiede. Arma che può risultare decisiva. Napoli-Lazio l'emblema perfetto di quanto una fase difensiva perfetta possa creare occasioni da gol con continuità. Distruggere e costruire, le due facce che dovrà mostrare la Lazio di Sarri domani. Lazio, le possibili scelte di Sarri E proprio intorno al concetto di distruggere e costruire si sviluppa l'unico ballottaggio di Sarri in vista di stasera. Dieci undicesimi di formazione sono fatti, con il Comandante che potrà convocare tutti per la finale ad eccezione del solo Provedel. L'ultima maglia se la giocano in cabina di regia un distruttore come Patric, difensore centrale adattato a regista in una delle tante acrobazie stagionali di Sarri, o un costruttore come Rovella. Per il resto quartetto difensivo davanti a Motta che sarà composto da Marusic a destra, Gila e Romagnoli al centro con Nuno Tavares sulla corsia di sinistra. A centrocampo i due sicuri di una maglia da titolare sono Taylor e Basic, i due che maggiormente dovranno svolgere il doppio ruolo di distruttori e costruttori. In attacco invece Isaksen si è guadagnato la titolarità segnando a Cremona ed entrando molto meglio di Cancellieri sabato contro i nerazzurri. L'ex Verona non è al 100%, è uscito acciaccato dal match di campionato e sarà un'opzione a gara in corso. A completare il tridente ci sarà Tijjani Noslin, l'uomo più in forma della Lazio in questo momento, e soprattutto capitan Zaccagni, in astinenza da gol da cinque mesi, dalla partita che ha dato il via al cammino in Coppa Italia dei biancocelesti. Da una milanese all'altra, dal Milan all'Inter. Per riscattare una stagione complicatissima. Perché lo 0-6 di un anno e mezzo fa subito contro l'Inter ha dato forse il via a questi 18 mesi complicatissimi per la Lazio. E allora, si chiudano le porte della bellezza per accogliere l'anarchia. Si dia il benvenuto al distruttore e al costruttore. Perché l'unico verdetto, stasera, è vendicarsi.